Paradisi (presidente provinciale Cna): «Avanti con il green pass: è fondamentale. Non sopporteremmo un terzo lockdown»

Maurizio Paradisi
Maurizio Paradisi
di Emanuele Coppari
3 Minuti di Lettura
Lunedì 19 Luglio 2021, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 10:02

Maurizio Paradisi, confermato dall’assemblea elettiva presidente provinciale della Cna. Partiamo dal tema del giorno, i green pass. 
«Credo fortemente nei vaccini. Non si può vivere nell’obbligatorietà di niente, ma dobbiamo dotarci di un sistema di monitoraggio per entrare in certi sistemi produttivi, per un volo aereo o andare fuori dai confini dello Stato».

 


È la chiave per garantire la libertà?
«È il modo serio per poterci far muovere, per garantire attività e relazioni d’impresa. Sono un grande sostenitore del vaccino nonostante tutte le perplessità. Dobbiamo rischiare anche di fronte alla poca sperimentazione, il resto sarebbe continuare a vivere nell’incertezza. Non possiamo permetterci un terzo lockdown ».


In questa fase è richiesto ad ognuno senso di responsabilità, al di là delle prescrizioni?
«Lo abbiamo detto al congresso. I fattori sociali sono fondamentali. Lo sviluppo economico - il prossimo anno si prevede una crescita del 5 per cento di Pil - è legato alla vaccinazione e all’andamento della pandemia. L’economia del futuro passa dal comportamento etico di ognuno di noi. Quando c’è qualcosa che non va siamo abituati a dare la colpa a qualcun altro, qui tutto dipende da noi stessi».


Passiamo al tema dei temi. Ha lanciato una sorta di sfida: in 5 anni realizzare la viabilità portuale di Ancona, il raddoppio della ferrovia Orte - Falconara e il completamento della Quadrilatero. Davvero crede sia possibile? 
«Le infrastrutture segnano lo sviluppo del territorio, le Marche sembra siano tagliate fuori. Il collegamento alla rete che ci connette al resto d’Italia deve far sì che lo sviluppo sia sempre più sostenuto. Fondamentale la centralità del territorio, Ancona e le Marche non devono restare isolate».


Per questo serve (anche) la concertazione. C’è dialogo con le istituzioni?
«Ci hanno dato rassicurazioni sullo sviluppo di quel che è in essere: la Quadrilatero, il raddoppio della-Orte Falconara. Ma dobbiamo pensare che con questo Pnrr possiamo fare molto di più».


Per esempio?
Mettere mano all’alta velocità per collegaci al nord Italia con l’arretramento della ferrovia. Bisogna poter pensare se non ai cantieri almeno allo studio di fattibilità per creare le basi progettuali del futuro. Per non parlare dell’aeroporto».

Parliamone.

«Era pronto per un rilancio, poi c’è stata la pandemia. Oggi c’è la programmazione per l’anno prossimo. Negli ultimi anni ha fatto mostre, convegni e cene, tutto tranne che l’aeroporto. Deve essere lo scalo del centro Italia, con mete europee e italiane. Non c’è un collegamento con Roma e Milano».


Nodo ripartenza. Le imprese riescono a uscire dal tunnel della pandemia? 
«Viaggiamo a più velocità. Il commercio sta soffrendo come mai prima e questo in parte è legato al Covid e in parte al mondo che sta cambiando pelle. Ha avuto meno ristori di tutti, e in questi mesi molti si sono abituati al mondo di internet».


L’altra faccia? 
«È quella dell’artigianato che ha ripreso una velocità clamorosa, trascinata dal mondo edile che ha usufruito di interventi di sostegno come il 110 per cento e ha fatto un rimbalzo tale per cui non si riesce ad evadere la domanda». 


L’ultimo pensiero alla Cna.
«È la più grande associazione di categoria d’Italia, questo ci fa rendere conto dell’importanza di stare insieme. L’aggregazione tra imprese fa sì che i piccoli imprenditori si sentano uniti tra loro. E più forti». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA