"C'è il Covid, non posso lavorare": sale sul ponte di Collemarino e minaccia di lanciarsi. Salvato dai carabinieri

Domenica 27 Dicembre 2020 di Stefano Rispoli
I carabinieri hanno salvato il 36enne che voleva lanciarsi dal ponte di Collemarino

ANCONA - Aveva scelto la notte di Natale per farla finita. Una notte di magia e di attesa per il mondo. Per lui, solo di angoscia e disperazione. Ha scavalcato il parapetto e con gli occhi bagnati di lacrime guardava di sotto, scrutando la ferrovia e il buio esistenziale, alla ricerca di una luce a cui aggrapparsi, di una parola di conforto dall’unico amico in grado di assisterlo in quel momento, l’operatore del Nue, il nuovo Numero unico europeo. 

 


Con una mano appoggiata alla ringhiera e l’altra al cellulare, è scoppiato in un pianto dirotto mentre raccontava all’angelo custode all’altro capo del telefono la deriva della sua vita: il ristorante chiuso da mesi per il Covid, un amore al tramonto, la paura di doversi separare dal bimbo piccolo. Ha rischiato di rimanere schiacciato dal fardello delle sue angosce se non fosse stato per l’intervento dei carabinieri: l’hanno salvato appena prima che spiccasse il volo verso la morte, afferrandolo per un braccio per metterlo in sicurezza. 


È stata una vigilia di Natale con il brivido a Collemarino, dove un giovane papà di 36 anni era intenzionato a togliersi la vita lanciandosi dal ponte di legno. Un salto nel vuoto di diversi metri che non gli avrebbe lasciato scampo. Per fortuna la macchina del soccorso ha funzionato alla perfezione, nell’azione combinata tra l’operatore del 112 e le forze dell’ordine. Il primo ha cercato di intrattenere il più a lungo possibile al telefono l’uomo, residente nella provincia di Ancona, esortandolo a sfogarsi e ad esternare le sue inquietudini e i problemi che lo tormentavano. Nel frattempo, i militari del Norm intervenivano con due pattuglie e si avvicinavano in silenzio, per non farsi notare, pronti a far scattare il blitz per salvare la vita all’aspirante suicida. Tutto è andato per il meglio, il 36enne è stato poi affidato alle cure del 118 per un sostegno psicologico e per le cure del caso.

Ma sono stati momenti di grande tensione quelli vissuti giovedì sera a Collemarino, attorno alle 22. È stato proprio l’uomo a chiamare il 112: un ultimo, disperato tentativo di trovare una voce amica che potesse convincerlo a desistere dai suoi propositi di morte. Al telefono ha descritto in lacrime, singhiozzando, le ragioni che l’hanno portato a profondare in una spirale di depressione. Da una parte, le difficoltà economiche legate al Covid e alla chiusura forzata del ristorante che gestisce nel Pesarese. Il lavoro che non c’è, la crisi, l’incertezza del futuro hanno composto un mix insopportabile insieme ai problemi sentimentali di una love story in bilico e al terrore di non poter più stare a contatto quotidiano con il suo bimbo piccolo. 


Troppe preoccupazioni tutte insieme l’hanno spinto sull’orlo del precipizio, fino a che la sera della vigilia non ha deciso di salire sul ponte di Collemarino per lanciarsi nel vuoto. Il blitz tempestivo dei carabinieri ha evitato il peggio. L’hanno raggiunto facendo il minimo rumore, mentre lui ancora si sfogava al telefono, hanno scavalcato il parapetto e l’hanno bloccato appena in tempo, riportandolo con i piedi a terra. Quindi l’hanno tranquillizzato e convinto che nella vita c’è sempre una soluzione a tutto, anche quando il buio oscura il cuore e la ragione.  

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