Bloccate nel sottopasso allagato, madre e figlia battono cassa in Comune: «Paghi i danni»

Bloccate nel sottopasso allagato, madre e figlia battono cassa in Comune: «Paghi i danni»
di Teodora Stefanelli
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Sabato 25 Giugno 2022, 10:08 - Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 10:12

ANCONA - Un semaforo può decidere il destino di un’intera esistenza. Devono aver pensato questo nel corso degli anni le due donne, mamma e figlia anconetane, rimaste intrappolate in auto nel sottopassaggio di via Caduti del Lavoro, alla Baraccola, durante il nubifragio del 14 giugno 2018. Oggi la madre ha 86 anni e la figlia 57 e per fortuna entrambe stanno bene. Quello che non passa però è il trauma per aver vissuto un’esperienza del genere e la paura di essere inghiottiti dall’acqua all’improvviso, oltre al dispiacere per la perdita economica di una vettura completamente da buttare, una Citroen C4 finita di pagare il mese prima.

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La proprietaria

Per questo la 57enne Anna Maria Clemente, proprietaria del mezzo, attraverso il suo avvocato Marco Micucci, ha ritenuto opportuno chiedere in sede civile al Comune di Ancona un risarcimento di circa 9mila euro per danni materiali e morali (6mila per la vettura e 3mila per i danni morali e per lo choc subito). Lei, infatti, ancora oggi non riesce ad attraversare quel punto. Ieri in tribunale il giudice della sezione civile Rosario Vizzari ha ascoltato oltre alla mamma della 57enne in qualità di testimone, anche l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Manarini mentre sono stati citati l’assessore alle Manutenzioni Stefano Foresi (non è stato ascoltato ma era presente) e i tecnici del Comune e di AnconAmbiente che avevano fatto i sopralluoghi il giorno dopo l’accaduto.
Galleggiante in tilt
Il fulcro della vicenda starebbe tutto nel fatto che il semaforo all’imbocco del sottopasso quel giorno invece di segnalare il rosso risultava lampeggiante e per questo le due avevano transitato rimanendo poi bloccate dall’acqua. Dai successivi rilievi si è poi scoperto che ad andare in tilt sarebbe stato il sistema galleggiante che impedì al rosso di scattare. Il Comune, attraverso l’avvocato Piero Novelli, ha rigettato quindi le istanze sostenendo l’eccezionalità dell’evento e il fatto che quel galleggiante andò in tilt a causa dell’acqua. Il 10 ottobre si terrà la prossima udienza e verrà sentita la proprietaria dell’auto. Il giudice, infatti, ha autorizzato l’interrogazione formale della danneggiata. L’anno prossimo si deciderà se risarcire o meno la 57enne.
Le strade della Baraccola quel giorno di giugno del 2018 si erano trasformate in veri e propri torrenti. Uffici e negozi erano stati fatti evacuare mentre decine di persone erano rimaste bloccate in strada. Quelle che rischiarono di più furono la Di Clemente con la mamma Lucia. Le due si erano salvate per miracolo, mentre rischiavano di annegare, grazie all’intervento di alcuni poliziotti che poi sono stati premiati con l’encomio per il loro coraggio. Gli agenti della questura dorica erano riusciti a rompere i finestrini posteriori e a liberare le occupanti dell’auto. 

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