Gli investimenti non erano altro che un bluff: il broker fa sparire mezzo milione. Rinviato a processo insieme alla moglie

Gli investimenti non erano altro che un bluff: il broker fa sparire mezzo milione. Rinviato a processo
Gli investimenti non erano altro che un bluff: il broker fa sparire mezzo milione. Rinviato a processo
di Federica Serfilippi
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Venerdì 18 Dicembre 2020, 08:35

ANCONA  - Conti correnti spolpati, assegni apocrifi, compravendite di titoli inesistenti e false rendicontazioni rese ai clienti. È di circa mezzo milione di euro la cifra che, stando alla procura, avrebbe illegittimamente incassato un promotore finanziario di 69 anni a partire dal 2011 e fino al 2016. Poco meno di venti le persone truffate, alcune delle quali espropriate totalmente dei loro risparmi. C’è chi, secondo i conti della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile, ha perso 150mila euro, chi “solo” mille e chi si è visto alleggerire il conto di 20 o 50mila euro. 

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Tra le vittime, residenti tra Ancona, Agugliano, Polverigi e Jesi, ci sono anche alcuni parenti del broker. Altre si fidavano ciecamente di lui, conoscendolo da anni e nutrendo nei suoi confronti stima e rispetto. Ieri mattina, il gup Francesca De Palma lo ha rinviato a giudizio per i reati di furto aggravato, truffa aggravata e auto riciclaggio. A processo anche la moglie con la sola accusa di riciclaggio: avrebbe avuto un ruolo marginale nell’intera vicenda, passata ai raggi x dal pm Daniele Paci.

La prima udienza davanti al collegio penale si terrà il 2 marzo del 2023. Per ora, si sono costituite solo due parti civili con l’avvocato Fabio Sculli. Altre vittime, non ancora costituite, sono rappresentate dai legali Laura Versace e Michele Cucchieri. La difesa è sostenuta dall’avvocato Michele Carluccio, pronto a contestare le accuse a dibattimento. Nel corso del processo si avvarrà di un consulente tecnico, chiamato a verificare l’operato del broker in ambito finanziario. La vicenda era esplosa nell’autunno di quattro anni fa, quando i clienti del promotore avevano iniziato a nutrire dei sospetti. Erano scattati dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla moglie del 69enne: l’uomo sembrava essere sparito. È poi tornato reperibile. 


Andando a scandagliare i documenti bancari e confrontandosi tra loro e poi con le forze dell’ordine, le parti lese avevano dovuto fare i conti con una triste realtà: la sparizione di una parte dei loro risparmi. È di circa mezzo milione di euro la frode che la procura contesta al broker in base alle denunce presentate dai clienti. Stando alle risultanze investigative, il 69enne avrebbe proceduto con varie metodologie operative: una, per esempio, consisteva nel farsi rilasciare correntisti. Tali documenti, secondo la procura, sarebbero stati compilati con firme apocrife e intestati al broker stesso o alla moglie. Con questa tecnica, a una coppia sarebbero spariti tra il 2011 e il 2015 poco più di 150mila euro. Una cifra a cui per un soffio non si sono aggiunti 50mila euro nell’agosto 2016: in quell’occasione, il pm Paci contesta al 69enne di aver offerto alla coppia la compravendita di titoli bancari redditizi, ma in realtà inesistenti. Per completare la transazione (alla fine non andata a buon fine per mancanza di liquidità), il promotore avrebbe chiesto 50mila euro in contanti, somma non posseduta dalla vittime. 


Il raggiro invece sarebbe andato a segno, sempre nell’estate 2016, nei confronti di un’altra coppia, indotta per la procura a consegnare al broker 10mila euro a fronte della presentazione di un investimento molto vantaggioso. Tra le contestazioni, anche quelle di aver presentato ai clienti rendicontazioni fasulle e di aver taciuto di non essere più iscritto all’albo dei promotori dal maggio 2016. Il broker è anche accusato di auto riciclaggio: avrebbe girato le somme illecite, tramite gli assegni, a lui stesso e alla moglie, facendole poi confluire in conti correnti a lui riconducibili. Per la coniuge, 61 anni, la contestazione è quella di aver riciclato poco più di 5 mila euro in un trimestre del 2012. 

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