Rientro in classe al 50%, vigili e volontari non bastano: folla di studenti alle fermate degli autobus

Martedì 26 Gennaio 2021 di Stefano Rispoli
Folla di studenti alla fermata di via Martiri della Resistenza

ANCONA - Più che sugli autobus, il problema è sorto alle fermate. Non tanto all’entrata, ma all’uscita dalle scuole. Impossibile evitare gli assembramenti, perlomeno nei punti di maggiore affollamento: alla stazione, in via Martiri della Resistenza, in via Misa a Torrette. Si sono rivelati questi i punti più critici nella mappa del sospirato e temuto rientro a scuola al 50% degli studenti di licei e istituti superiori, anche se in linea di massima la task force messa in piedi da Comune, polizia locale e aziende di trasporto, sotto il coordinamento della prefettura, ha dato risultati apprezzabili. Una promozione, sia pure con riserva. 

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L’asterisco si pone proprio sulle fermate più affollate e su una fascia oraria: quella che va dalle 12,45 alle 13,10. In questo spazio temporale si sono registrati i problemi maggiori al termine del primo giorno di didattica in presenza nelle scuole superiori. Difficile, se non impossibile, mantenere le distanze alla stazione, dove gli studenti si mescolano ai pendolari. Non a caso, qui stamattina verrà trasferita la pattuglia dei vigili urbani che ieri ha presidiato il capolinea di piazza Ugo Bassi dove, al contrario, non sono emerse criticità particolari. Che invece sono state riscontrate alla fermata di via Bocconi e, soprattutto, in quelle di via Martiri della Resistenza - davanti al Comando dei vigili del fuoco - crocevia di scuole dai numeri importanti, come il Savoia-Benincasa, il liceo classico Rinaldini e l’artistico Mannucci. A un certo punto, decine di ragazzi si sono ritrovati ammassati in attesa del proprio bus. 
Ma a bordo dei mezzi pubblici, garantisce il presidente di Conerobus, Muzio Papaveri, «è sempre stato rispettato il limite di capienza del 50%». Eppure su alcune linee, come il 2 e il 6, molti studenti hanno fatto il viaggio verso casa in piedi. «Ma questo non deve trarre in inganno - puntualizza Papaveri -: sugli autobus urbani i posti a sedere sono limitati, ma ciò non significa che sono saliti più utenti del previsto. Ritengo la partenza soddisfacente, anche se qualcosa andrà senz’altro ritoccato». Sono state le variabili impreviste a creare alcune difficoltà, comunque risolvibili: l’ingresso scaglionato alle 9 al Savoia-Benincasa, ad esempio, e l’uscita anticipata di alcune classi dovuta all’assenza di un prof. In linea di massima, soddisfazione è stata espressa anche nella riunione online di ieri tra Comune, Conerobus e la comandante della polizia locale, Liliana Rovaldi. L’iniezione di corse (57 quelle aggiuntive) e di mezzi pubblici (104 quelli di Conerobus in circolazione ieri, 140 inclusa l’Atma) ha garantito un rientro a scuola tutto sommato fluido, grazie anche al contributo di 4 pattuglie dei vigili urbani che hanno presidiato le fermate di via Martiri, via Bocconi e piazza Ugo Bassi e una ventina di volontari presenti sulle restanti 9 fermate monitorate. «Rispetto a novembre la situazione sugli autobus è completamente diversa: prima era impossibile trovare posti liberi, adesso si viaggia comodamente - dicono Manuel, Sofia e Matteo, studenti del primo anno del liceo scientifico Savoia -. Noi veniamo da Polverigi e Agugliano, con la didattica in presenza al 50% i trasporti funzionano molto meglio. Il ritorno a scuola? Uno strano effetto, la vita in classe ci mancava». Bus più affollati in centro, molto meno sui collegamenti extraurbani. Alla fermata di Tavernelle sono arrivati e partiti alcuni mezzi semivuoti, al punto che la linea Reni-Atma all’andata ha annullato 5 corse su 11 nel collegamento Ancona-Camerano-Riviera. 

 

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