Servono steward sui bus, l'appello dell'assessore: «La Regione deve aiutarci, da soli non ce la facciamo»

Domenica 24 Gennaio 2021 di Andrea Maccarone
Servono steward sui bus, l'appello dell'assessor: «La Regione deve aiutarci, da soli non ce la facciamo»

ANCONA  - Il rientro a scuola si sottopone alla prova più importante. Quella della tenuta dell’articolato sistema legato alla sicurezza per l’utilizzo dei trasporti pubblici. Il Comune ha provveduto a mettere in piedi una fitta rete di collaborazioni con i volontari della protezione civile e delle associazioni per il controllo alle fermate dei bus.

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Una soluzione, però, che può reggere una sola settimana. Successivamente si dovrà ricorrere alle società private per l’utilizzo degli steward. Un esborso che l’amministrazione comunale di Ancona non è in grado di sostenere. «La Regione intervenga», dice l’assessore alla sicurezza Stefano Foresi. 


L’avvio della didattica in presenza pone subito la prima questione. Una partenza col brivido per la gestione del servizio sicurezza che potrebbe evidenziare subito le prime criticità. «È stato complicato trovare le disponibilità dei volontari già per la prima settimana di lezioni – continua Foresi – dovremo per forza rivolgerci ad un servizio privato per gli steward, ma la Regione dovrà aiutarci con un contributo perché noi da soli non ce la facciamo». Il Comune di Ancona, su tutta la rete viaria, ha considerato 12 fermate a maggior rischio assembramento, tra cui: via Martiri della Resistenza, via Bocconi, Tavernelle sotto il cavalcavia, via Misa a Torrette. Un breve calcolo: 2 volontari per ogni fermata significa 24 in totale, moltiplicato per 2 (ingresso e uscita) vuol dire 48 turni di copertura del servizio. Per 6 giorni a settimana, sono 288. 


Una modalità che si protrarrà per quanto tempo? È questo lo snodo principale della questione. «Appunto, dovesse durare per mesi non ce la faremmo a sostenerlo economicamente – puntualizza l’assessore – al Prefetto abbiamo già detto che l’unica via è interpellare la Regione». Per fortuna è stato meno complicato per le aziende di trasporto pubblico organizzare i passaggi. Atma ha previsto 57 corse aggiuntive, di cui 30 sono quelle che riguardano Conerobus. Da domani farà il suo esordio la linea 6Smart, ovvero l’autobus su prenotazione tramite app. «Non ci aspettiamo sorprese – assicura Muzio Papaveri, presidente di Conerobus – abbiamo sempre detto che con la didattica in presenza al 50% e il riempimento dei mezzi al 50% ce l’avremmo fatta». Tutto sta partire. Poi le eventuali correzioni si possono sempre fare strada facendo. 


«Ma ormai siamo abituati ai correttivi work-in-progress – continua Papaveri – questa emergenza ci ha messo di fronte a tutta una serie di variabili che ormai fanno parte della nostra ordinaria amministrazione. Il continuo monitoraggio è diventato una pratica di verifica che consideriamo normale. Senza questo tipo di approccio non saremmo in grado di armonizzare il servizio a seconda dei continui cambiamenti dettati dall’emergenza sanitaria».

 

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