Crolli, transenne e chiusure: la città adesso perde pezzi

Martedì 7 Settembre 2021 di Stefano Rispoli
Crolli, transenne e chiusure: la cttà adesso perde pezzi

ANCONA - Una città biancorossa. Ma qui il calcio e l’Ancona non c’entrano. I colori sono quelli dei nastri che impacchettano mura e ponti, strade e luoghi del cuore. Uno slalom fra transenne e divieti che spuntano qua e là per segnalare situazioni di pericolo. La new entry, nel lungo elenco di punti vietati al transito di auto e/o pedoni, è il ponte del Pincio, intitolato da ignoti tifosi dorici, in occasione della prima promozione in serie A nel 1992, all’allenatore Vincenzo Guerini. 

 

Il cedimento 

Sabato sera, dopo l’ennesima segnalazione di parti pericolanti e pezzi di cemento caduti in strada, i vigili del fuoco sono intervenuti per un sopralluogo, al termine del quale hanno deciso di prendere provvedimenti. Nessun ferito, per fortuna. Ma intanto il transito è stato interrotto tra via XXV Aprile e via Veneto, mentre la circolazione nella parte soprastante, tra via Rodi e via Circonvallazione, resta consentita. Ora si renderanno necessari dei lavori di manutenzione urgenti delle arcate del ponte, che verrà picchettato interamente. L’intervento partirà stamattina stessa. «Il cedimento ha riguardato soltanto le due travi che non erano state incamiciate dai teli verdi protettivi - spiega l’assessore Stefano Foresi -. Si sono staccate delle parti riguardanti i copriferro, ma la struttura è stabile, tant’è che faremo un’opera di messa in sicurezza dei ferri con una vernice protettiva e poi il ripristino. Già a metà settimana il ponte dovrebbe essere riaperto, una volta terminato l’intervento di manutenzione. I lavori verranno svolti dalla ditta al mattino presto, in modo da ridurre il più possibile i disagi agli automobilisti di via XXV Aprile e di via Veneto». 
«Fratelli d’Italia ha più volte denunciato l’omissione dell’Amministrazione nella normale manutenzione di strade, ponti e gallerie che necessitano di verifiche periodiche e di revisioni strutturali per vetustà o usura atmosferica: il Comune non è mai intervenuto in maniera preventiva ma sempre a danni fatti e con rinvio dei lavori di anni» segnalano i consiglieri Maria Grazia De Angeli, Marco Ausili e Angelo Eliantonio. 

Il mosaico horror

Nel mosaico delle aree off limits, il ponte del Pincio è solo l’ultimo dei tasselli. Il capoluogo è un affresco di luoghi irraggiungibili e di bellezze interdette, dal Guasco al Passetto, da Capodimonte al centro storico, senza considerare i cantieri in corso che costringono auto e pedoni a destreggiarsi in un complicato slalom gigante, a partire dai lavori in via della Loggia e agli Archi. Da mesi è inaccessibile largo Casanova, sotto la Cittadella, uno dei più affascinanti affacci sul golfo. Qui le staccionate sono state sostituite dai new jersey, ma resta il problema del marciapiede che sta cedendo: il Comune sta per affidare un incarico a un tecnico specializzato per effettuare delle indagini e individuare il percorso di recupero dell’area. Transenne all’inizio dell’estate sono comparse anche al Passetto per alcuni gradoni a rischio crollo (si prevede una manutenzione straordinaria da 250mila euro), ma c’è chi forse li scambia per elementi d’arredo e ci si siede accanto per mangiare un panino con vista mare o prendere il sole. Il centro storico è tutto un susseguirsi di interdizioni: se via Pizzecolli è stata riaperta, via Volto dei Seniori, a fianco di Palazzo degli Anziani, resta chiusa per il distaccamento di alcuni mattoni delle antiche mura greche. Per un muretto pericolante resta imbracato ormai da oltre due anni l’ultimo tratto (circa 30 metri) dell’antico scalone Nappi che collega piazza Stracca al duomo di San Ciriaco: un pessimo biglietto da visita per i turisti. Le transenne sono il nuovo arredo urbano, come quelle che impediscono il passaggio sul ponte che porta al Lazzabaretto, di fianco alla Mole Vanvitelliana, o quelle che per una cinquantina di metri proteggono il marciapiede sottostante le mura di via XXIX Settembre: qui sono caduti dei mattoni e da via Rupi sgorga un piccolo torrente le cui cause non sono ancora chiare. «Ma il geologo incaricato ha fatto un sopralluogo e ha garantito che le mura sono solide - spiega l’assessore Foresi -. Abbiamo chiesto l’autorizzazione alla Soprintendenza per rimuovere l’erba muraria e picchettare alcuni mattoni. Dopo di che, libereremo il marciapiede». 

 

Ultimo aggiornamento: 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA