Code infinite e ingorghi infernali: serve mezz’ora per percorrere il Viale. Il centro di Ancona è schiavo del traffico

Code infinite e ingorghi infernali: serve mezz ora per percorrere il Viale. Il centro di Ancona è schiavo del traffico
Code infinite e ingorghi infernali: serve mezz’ora per percorrere il Viale. Il centro di Ancona è schiavo del traffico
di Stefano Rispoli
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Martedì 6 Dicembre 2022, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 07:49

ANCONA  - Ingorghi infernali, auto parcheggiate ovunque, sulle strisce, sui marciapiedi. Mezz’ora per percorrere il viale della Vittoria. Congestionato l’ingresso da sud, con code chilometriche dalla galleria del Risorgimento fino all’Asse. Semplicemente un delirio. Centro paralizzato nel primo weekend natalizio: si può? Il capoluogo di regione che vuole aprirsi al mondo e punta tutto sul binomio accoglienza&turismo, si trova a fare i conti con una viabilità che puntualmente va in crisi ad ogni evento nazional-popolare.

È bastata la prima domenica di shopping dicembrino per mandare in tilt la circolazione. Tutti a caccia di un posto per vedere la Ruota, farsi un giro sulla pista di ghiaccio o immergersi nello struscio dei mercatini, ma la carenza dei parcheggi è cronica: un problema, questo, aggravato dai cantieri che punteggiano qua e là la città, sottraendo spazio alle auto, come in corso Amendola, in via XXIX Settembre e al Viale. 


L’esperimento 


Le navette? Esperimento fallito. Lo confermano gli autisti dei bus, inghiottiti pure loro nel caos del traffico: «Nessuno le usa». Forse non c’è abbastanza comunicazione. Ma più probabilmente è questione di abitudine: Ancona non è Milano, la gente pretende (ne ha diritto?) di arrivare con l’auto a ridosso delle principali attrazioni. Piuttosto c’è chi rinuncia - e sono tanti quelli che lo fanno - a mettere piede in centro, dopo l’estenuante carosello alla ricerca di un buco dove posteggiare. I più cocciuti, domenica pomeriggio, hanno preferito lasciare l’auto dove non si dovrebbe: sulle strisce pedonali o accanto ai mille e uno cantieri che invadono il capoluogo, accettando il rischio di prendere una multa. Tutto, fuorché parcheggiare lontano da corso Garibaldi, cuore della movida natalizia. Il parcheggio degli Archi? Era e resta sottoutilizzato. Lo stesso dicasi per gli altri park scambiatori, a Tavernelle e in piazza d’Armi. Pensare che gli anconetani (e i visitatori) posteggino laggiù per poi raggiungere il centro servendosi dei bus-navetta è un’utopia. 


Tutto bloccato

E infatti, è tristemente caduto nel vuoto l’appello della sindaca Valeria Mancinelli che nei giorni scorsi ha invitato i concittadini a sfruttare i mezzi di mobilità alternativa messi a disposizione dal Comune. Chi domenica pomeriggio ha avuto la (s)fortuna di capitare in centro, ne sa qualcosa. C’è chi ha impiegato mezz’ora d’orologio per percorrere il Viale della Vittoria, dal Passetto a piazza Cavour.

Tutto bloccato in corso Amendola, dove il cantiere per il rifacimento della strada - avviato in pieno clima natalizio, ovviamente - complica le cose. Da via Giannelli all’Asse nord-sud a un certo punto si è creata una coda infinita, un lunghissimo serpentone di auto dirette verso il centro. Roba da far perdere la pazienza anche ai più incalliti amanti di mercatini e shopping. E i vigili? In centro ce n’erano pochi domenica. E quei pochi, non erano impegnati comunque a gestire il traffico nel nodo gordiano, l’incrocio davanti al Comune dove confluivano auto da tutte le parti. Gli stessi autisti dei bus si sono lamentati della carenza di controlli. Ma adesso siamo ad un punto di non ritorno. Attorno al tema della viabilità si giocherà una fetta della partita per le elezioni a sindaco. Si parla da anni di mobilità dolce, di svolta “green”. Bene, è arrivato il momento che dalle parole si passi ai fatti. E magari qualcuno spieghi alla città che ne sarà del parcheggio da costruire al posto dell’ex caserma San Martino, altro progetto di cui si discute da tempo immemore. C’è o non c’è l’intenzione di creare nuovi posti auto in centro? Quale strada si vuole imboccare per uscire dall’ingorgo? 


 

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