Follia pericolosa, sui ghiacciai in canottiera e bermuda, l'ira del soccorso alpino: gli errori da evitare

Sabato 31 Luglio 2021 di Stefano Ardito
In montagna con i calzonicini in Valle d'Aosta, l'ira del soccorso alpino: ecco gli errori da evitare

Una volta i ghiacciai facevano paura. Scendevano verso i paesi, mostravano ai turisti saliti in funivia le loro torri di ghiaccio in bilico (gli alpinisti le chiamano seracchi) e dei crepacci giganteschi. Visioni che consigliavano cautela. Oggi i ghiacciai si riducono in fretta, e alcuni si sono già estinti, ma i pericoli ci sono più di prima. Le colate glaciali ad alta quota rischiano di crollare verso valle, com'è successo di recente in Val Ferret, presso Courmayeur. Sui ghiacciai più piccoli, e all'apparenza bonari, i crepacci diventano più numerosi e insidiosi. Molti non lo sanno, e si mettono nei guai. Giovedì è stato bloccato un escursionista che saliva dal Plateau Rosà verso il Breithorn, una vetta di 4165 metri, con scarpe da tennis, felpa, bermuda e cappello da spiaggia. Camminava su un ghiacciaio, e non lo sapeva nemmeno.
IL FREDDO
«Sono follie pericolose, la montagna va rispettata» s'indigna Paolo Comune, direttore del Soccorso Alpino valdostano. «Sui ghiacciai si va legati in cordata, per bloccare chi scivola. E si va abbigliati per il freddo, se si cade in un crepaccio in bermuda si può morire dopo pochi minuti».

In montagna in bermuda, errori da evitare

 

Incidenti stupidi, inutili, e purtroppo a volte mortali si verificano anche dove i ghiacciai non ci sono. «Molti dei 200/250 interventi che compiamo ogni anno sono dovuti a errori banali. Persone che si perdono nella nebbia, che partono in calzoncini e vengono sorprese dal freddo, che camminano con scarpe inadeguate e scivolano sull'erba o sul fango» spiega Daniele Perilli, responsabile per l'Abruzzo del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Nelle prossime settimane, per sfuggire al caldo, milioni di italiani si regaleranno una vacanza in montagna. Molti di loro cammineranno sui sentieri del Gran Sasso, delle Dolomiti o del Monte Bianco. Ecco qualche suggerimento per non mettersi inutilmente nei guai.

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Il primo riguarda proprio le scarpe, che sono il tramite tra le persone e la montagna. Anche se si sceglie un sentiero facile, servono calzature con la suola scolpita, in grado di permettere un passo sicuro. Anche l'abbigliamento è importante. In montagna il tempo cambia in fretta e anche in estate, tra i 1000 e i 2000 metri, una mattina di sole può lasciare rapidamente il posto al freddo e alla pioggia. Chi parte in maglietta e calzoncini deve avere una giacca a vento e un pile nello zaino. «Si vedono ovunque immagini di atleti che corrono sui sentieri. Ma non possono servire da esempio» spiega Daniele Perilli del Cnsas. Poi ci vogliono gli accompagnatori giusti. Chi si avvicina alla montagna durante l'anno ha a disposizione le escursioni e i corsi del Club Alpino Italiano, di Federtrek e di altre associazioni. In estate, nelle località di vacanza, bisogna ricorrere ai professionisti: accompagnatori di media montagna e guide ambientali escursionistiche per andare sui sentieri, guide alpine (che ci sono anche nel Lazio e in Abruzzo) per rocce, ferrate e ghiacciai. Anche la scarsa attenzione al meteo è pericolosa. Per capire cosa succede in una singola valle, i siti e i bollettini nazionali non bastano. Valle d'Aosta, Alto Adige, Trentino e Veneto hanno i loro bollettini locali. Altrove bisogna cercare, e qualcosa si trova. L'associazione AQ Caput Frigoris, dell'Aquila, dirama degli ottimi bollettini per le montagne d'Abruzzo.

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LE INFORMAZIONI
L'ultima precauzione riguarda le informazioni. I dépliant e i siti degli uffici del turismo suggeriscono mete suggestive, ma non bastano per capire che terreno si dovrà affrontare. Lo stesso vale per le tracce Gps, che app come Wikiloc e Komoot consentono di usare dal cellulare. Sapere quanto si sale o si scende, o dove si deve andare a un bivio, non informa sul tipo di sentiero, o sulla vicinanza di un dirupo. Per le Alpi, come per l'Appennino, esistono guide dettagliate dei sentieri, che prima di dare informazioni pratiche spiegano il carattere di ogni percorso. Le mappe cartacee, meglio se in scala 1:25.000, non sono facili da leggere per chi non lo ha mai fatto, ma aiutano a capire se si cammina in un bosco o allo scoperto, o se si devono traversare canaloni o torrenti. Una sosta in libreria, o in un'edicola di paese, può contribuire a una vacanza serena.
 

 

 

Ultimo aggiornamento: 16:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA