In 400 per l’elezione del presidente della Figc Marche. L'ira dell'assessore regionale: «Assembramento, non si doveva fare»

Domenica 10 Gennaio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
L'elezione del presidente della Figc Marche al PalaPrometeo di Ancona

ANCONA - La premessa: tutto si è svolto seguendo le più rigide norme anti Covid. Distanziamento, mascherine, disinfezione delle mani e ingressi scaglionati. Ma quando all’interno di un palazzetto si radunano più o meno 400 persone provenienti da tutte le Marche e in un periodo dove il virus ha ricominciato a correre con una certa velocità, ecco che anche certi eventi cosiddetti sicuri possono trasformarsi in un’autostrada per i contagi. 

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La polemica
Così l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, ieri leggendo i giornali è saltato su quella poltrona che occupa da pochi mesi e che scotta, eccome. «Ma come si fa ad organizzare un maxi raduno del genere in questo periodo? Io non lo sapevo, altrimenti l’avrei impedito». Nel mirino di Saltamartini c’è l’elezione del nuovo vertice della Figc (Federazione giuoco calcio) Marche: 395 società presenti - e 393 votanti - ognuna con un proprio delegato, più una ventina di uomini della sicurezza e un altra ventina di addetti ai lavori, che ieri si sono incontrati tutti al PalaPrometeo di Ancona. Il dubbio: avranno tutti fatto il tampone? Difficile saperlo, ma sarebbe un bel record. In ballo ieri gli incarichi per il quadriennio 2021-2024, con la nomina di un presidente (è stato eletto Ivo Panichi, 77 anni, di Ascoli) e di 8 consiglieri in rappresentanza delle varie discipline collegate alla Federazione. Insomma un evento attesissimo e irrinunciabile, nemmeno con il Covid che incombe. «Ma se l’avessi saputo - tuona l’assessore Saltamartini - avrei impedito un assembramento del genere. Avrebbero potuto farlo in via telematica come avviene ormai per tante altre iniziative. E se tra i partecipanti ci fosse stato qualche positivo? In un attimo si trasformerebbe in un cluster difficile da controllare visto che i presenti sono arrivati da tutte le province». Anche se, bisogna dirlo, tutti i partecipanti indossavano le mascherine e l’organizzazione si è premurata di fare entrare i delegati di ogni provincia da ingressi differenti del palazzetto.

Le regole
Anche le postazioni rispettavano i distanziamenti: sia nel rettangolo di gioco, sia nelle tribune. Insomma, niente fuori norma. Però Saltamartini sa benissimo che basta poco al Coronavirus per insinuarsi in certe situazioni cosiddette a rischio: «Abbiamo deciso di posticipare il rientro a scuola degli studenti delle superiori - sottolinea l’assessore -, stiamo attuando lo screening di massa in tutta la regione per individuare gli asintomatici. Questa elezione si doveva fare diversamente». Soprattutto perché gli esperti regionali hanno rilevato che la carica virale riscontrata negli ultimi tamponi è molto elevata «e gli ospedali iniziano a soffrire per carenza di posti letto». E poco importa se per lo spoglio delle schede del presidente si siano utilizzati guanti e mascherine e se quello per i consigliere è avvenuto in tre sedi differenti. Il Covid è pronto ad attaccare anche in una semplice e all’apparenza innocua postazione bar, o in un attimo di leggerezza durante la pausa pranzo dei delegati. «Non si doveva fare così», conclude Saltamartini. E incrocia le dita.


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