Tiromancino, esce il nuovo disco di inediti: «Nella vita? Ho vinto e perso, ma ci ho sempre messo il cuore»

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Rita Vecchio
Tiromancino, esce il nuovo disco di inediti: «Nella vita? Ho vinto e perso, ma ci ho sempre messo il cuore»

“Ho cambiato tante case”: è il titolo dell’ultimo disco di Tiromancino. Dodici tracce, come dodici sono le case romane che da Trastevere al Nomentano ha cambiato in cinquantatré anni di vita. Senza giri di parole, Federico Zampaglione intitola così l’album in uscita l’8 ottobre. Più che un numero, è metafora del suo modo di essere, simbolo della sua musica e delle tante strade che ha percorso, compresa quella del cinema. L’ultimo film Morrison, girato durante la pandemia e in pellicola da qualche mese, in nomination ai David di Donatello per la canzone Cerotti che chiude il nuovo disco, sarà su Sky dal 20 ottobre. E se l’album ha quel quid di collettivo che ricorda tanto i suoni della band iniziale, con collaborazioni da Carmen Consoli a Franco126 ad Alan Clarke dei Dire Straits, da Leo Pari e Galeffi e Gazzelle, la reunion non è in vista «anche se mi piacerebbe molto», racconta Zampaglione. «Questi inediti sono nati con calma. Io mi sento come un "bricoleur", un artigiano che crea prendendosi il suo tempo. Dopo trent’anni di carriera sono qui ancora a sperimentare. Chi lo avrebbe mai detto?».  

 

È incredulo?

«Nella vita non si deve mai dare nulla di scontato. Il disco nasce dal mio avventurarmi, dal mio essere aperto ai cambiamenti, al rischio. Non amo la stasi creativa. E la canzone che dà titolo all’album è scritta non a caso con Galeffi, uno degli esponenti della scena cantautorale romana. È lui che,  entrando la prima volta nella mia ultima casa, ha ispirato il titolo». 

 

Nel testo si parla di ricordi, di scuse, di cazzate. E di un passato con cui fare pace. Ci è riuscito?

«Beh, quanto meno l’ho accettato. Anche perché chi nasce tondo non può morire quadrato, no?  (ride, ndr). L’importante nella vita è mettercela tutta. E io so che ho messo il cuore in ogni cosa, anche nelle situazioni più difficili. La cazzata più grande che ho fatto? Crearmi delle aspettative. Meglio godersi il momento. Nella vita. Nella musica»

 

È stato ripagato? 

«A volte sì, a volte no. Ma la vita è così. Non bisogna vivere di rimpianti e non inventarsi scuse per fare pace con gli errori».

 

Un gol che ha segnato?

«L’abbraccio spontaneo tra Claudia (Gerini, sua ex compagna e madre della figlioletta Linda, ndr) e Giglia (Marra, sposata un mese fa, ndr). Loro sono tra le protagoniste del video del singolo “Domenica” con Carlo Verdone. È quello senza dubbio uno dei miei life gol. Non avevo dato alcuna indicazione agli attori durante le riprese. In un mondo in cui ci si scanna, assistere a scene così belle, significa prendere coscienza che comunque siano andate le cose o le relazioni, sei riuscito a creare del buono. Capisci che qualcosa di bello nella vita hai fatto. Nel video c’è anche mia figlia Linda, sua sorella, il cuginetto, mio padre».

 

Suo padre è anche in una canzone.

«Lui c’è sempre. Con lui condivido tutto. Professore di filosofia e storia, dalle visioni ampie, è stato ed è il mio riferimento principale. A lui dedico “Eccoci papà”, una delle canzoni più toccanti del disco, un brano che ferma il tempo. Lui mi ha insegnato anche il mio modo di essere padre con Linda, presente ma senza imporre. È a lui che devo tutto. Compresa la passione per la musica da adolescente in una Roma anni ‘80». 

 

E com’era la Roma anni ’80?

«Me la ricordo bellissima. Allora ero un ragazzino che si approcciava alla musica, ascoltando  Jimi Hendrix, Eric Clapton (praticamente ero un alieno per i miei amici). Andavo a scuola a Casal Bruciato, un quartiere abbastanza turbolento. Anni strani, dove si stava sempre per strada a mettersi nei casini con le comitive, a fare gli spericolati con i motorini. Una sera mio padre mi portò a vedere un concerto di Roberto Ciotti (nell’album c'è “Testaccio Blues”, brano che ho trascritto in italiano con mio padre riprendendo il pezzo di Ciotti “Blu Square”). Ascoltare un chitarrista suonare come i miei idoli, per me fu una illuminazione. Da lì cambiai la mia vita. Iniziai a frequentare musicisti, a staccarmi dalle comitive, a pensare solo a suonare. Le scorribande a poco a poco divennero un lontano ricordo. Roma quel tempo era davvero vivace». 

 

E oggi com’è?

«Preferisco non parlare di politica o delle elezioni, ma spero che Roma possa uscire dal declino. In questi anni mi è sembrata spenta e chiusa. Non so se c’è una colpa e di chi sia, ma c’è poca musica live. Peccato. Perché ci sono dei giovani cantautori interessanti, alcuni dei quali hanno collaborato con me». 

 

A Sanremo c’è stato due volte. Tornerebbe? 

«L’ultima con “Il Rubacuori” e tante polemiche (sorride, ndr). Lo seguo sempre. Ho ammirato i Måneskin e la loro bravura. Sono una bomba. Ma il Festival lo vivo come una gara e non riesco a gestirlo. Mi piacerebbe, invece, partecipare al premio Tenco. Questo mi manca. È uno dei cantautori che amo di più. Avrei dovuto girare il video “Vedrai Vedrai”, che la pandemia ha per ora bloccato». 

 

Prima il film Morrison, ora il disco. E nel mezzo un matrimonio. 

«Non mi sono fatto mancare nulla. Se pensiamo che doveva essere un anno mediamente statico, destinato a non fare nulla, si è trasformato in uno degli anni più dinamici. A parte i live. Quello sì che mi è mancato. Un periodo che sembra uscito dai libri di fantascienza e difficile gestire anche per la politica. Ma ora si deve ripartire. Dobbiamo recuperare dignità e forza e ricominciare a salire sui palchi». 

“Ho cambiato tante case tour 2022” (prodotto da TRIDENT MUSIC e biglietti disponibili a partire da venerdì 8 ottobre) partirà a febbraio 2022 e sarà «uno spettacolo multiforme, che racconta come fosse una narrazione il percorso irregolare che sto facendo». Parola di Federico Zampaglione. 

 

Queste le prime date:

25 febbraio 2022        SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP)             Palariviera

26 febbraio 2022        SENIGALLIA (AN)                                           Teatro La Fenice

3 marzo 2022             BOLOGNA                                                      Teatro Manzoni

4 marzo 2022             TORINO                                                         Teatro Colosseo

5 marzo 2022              BRESCIA                                                         Gran Teatro Morato

10 marzo 2022           ROMA                                                            Auditorium della Conciliazione

11 marzo 2022           ASSISI  (PG)                                                    Teatro Lyrick

17 marzo 2022           FIRENZE                                                         Teatro Verdi

18 marzo 2022           MILANO                                                         Teatro Lirico

19 marzo 2022           PADOVA                                                        Gran Teatro Geox

Ultimo aggiornamento: 16:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA