Marche, terra di grandi donne. Nuova edizione del Dizionario biografico dell’Associazione di storia contemporanea

Lunedì 15 Novembre 2021 di Elisabetta Marsigli
Nelle Marche le prime donne elettrici in Italia

ANCONA - Rinnovata e ampliata, è in uscita la nuova edizione del “Dizionario biografico delle donne marchigiane (1815-2021)”, opera promossa dall’Associazione di storia contemporanea e curata da Lidia Pupilli e Marco Severini, che sarà presentata giovedì 18 novembre, ore 17, presso la Biblioteca Antonelliana di Senigallia, prima tappa di un articolato giro di presentazioni nel territorio regionale.

 
Il progresso dell’opera
Rispetto all’edizione del 2018, sono 351 ora, le donne marchigiane raccontate nel Dizionario: donne che nei settori e negli impieghi più disparati hanno offerto un contributo vitale al progresso della società, non solo del nostro territorio. «Le nuove schede sono il risultato del confronto e delle relazioni che l’Associazione ha avviato con il territori, Enti e associazioni. - racconta Marco Severini - Molte ci sono state segnalate e così ci siamo rimessi all’ascolto del territorio per capire quali altre donne rispondessero ai nostri criteri scientifici». La ricerca verte infatti verso donne decedute, che hanno sviluppato un’attività o dato un contributo anche al di fuori delle mura cittadine.

«Tra queste, ad esempio, è emersa la figura di Licia Pezzodipane Ratti, il cui padre era originario di Macerata. La figlia Silvana, della nota Maison pesarese, si è messa a disposizione per raccontare le vicende famigliari della triplice generazione di imprenditrici. Ma accanto alle figure famose, è stata dedicata anche molta attenzione alle donne di cui nessuno ha mai parlato, come ad esempio la figura della “muratora” ovvero la donna che andava a fare gli aspetti meno pesanti del mestiere edile che le consentiva di essere esentata dal duro lavoro dei campi. Nel Fermano era una figura molto diffusa».


La fotografia
Ma c’è anche il mondo della fotografia dei primi del ‘900: «Lucia Balacco è stata una delle prime fotografe: era di Grottazzolina e, dopo essere stata allieva di un noto fotografo locale, aveva aperto uno studio dove era divenuta tradizione per gli sposi, farsi fotografare subito dopo le nozze». La ricerca di Marco Severini (che da ottobre ha iniziato il corso di Storia delle Donne nell’Italia contemporanea all’università di Macerata) e Lidia Pupilli (che ha appena pubblicato il libro “Pioniere”, edito da Aras, dedicato alle donne che hanno aperto nuove frontiere nei più diversi campi), si è spinta anche verso le prime donne impegnate in politica, ma anche alle sovversive protagoniste di tutti i momenti di attacco alle istituzioni di cui è ricca la storia del ’900 soprattutto nei moti del carovita del 1898 nella settimana rossa del 1914 e nella rivolta dei bersaglieri nel 1920.

Il Dizionario è dunque un’opera unica, scritta con un linguaggio piano e lineare, costruita con criteri scientifici, continuamente richiesta dall’estero (soprattutto Europa, Stati Uniti e America Latina). Non ci sono solo le donne famose (come politiche e amministratrici) e le “prime” nei più disparati campi (le Marche vantano diversi primati: le prime elettrici italiane ed europee; la prima avvocata italiana; le prime mediche; tra le prime ingegnere e stiliste), ma anche donne semplici e coraggiose, magari analfabete, che però hanno scritto formidabili (e dimenticate) pagine di storia contemporanea.

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