Inteatro al via il 15 giugno a Polverigi, il cartellone della manifestazione internazionale integrato con alcuni appuntamenti anconetani

Venerdì 6 Maggio 2022 di Lucilla Niccolini
La presentazione del festival

ANCONA - I cancelli antichi del parco di Villa Nappi si aprono sul futuro. Una visione in prospettiva, quella che da quasi mezzo secolo ci rimandano gli artisti internazionali di Inteatro. In 43 edizioni, il festival di Polverigi ci tra proposto, in quel giardino incantato, un’enorme varietà di stimoli e messaggi. 

 


Inteatro 2022, presentata ieri alle Muse di Ancona, si inaugura il 15 giugno, e per quattro giorni la cittadina dell’Anconetano dialoga col resto del mondo. «È per me un privilegio, portare i saluti del Comune di Ancona – così ha aperto la conferenza stampa l’assessore alla Cultura Paolo Marasca – a un’iniziativa che ha trovato l’alleanza della nostra città, entrando a far parte di Marche Teatro». Nato a Polverigi, la sua sede originaria e ideale, il festival integra il programma con eventi anconetani. Succede anche quest’anno: il 17 e il 18, lo spettacolo “L’angelo della storia”, della compagnia Sotterraneo, andrà in scena al teatro Sperimentale. «Ma è fondamentale - ha concluso Marasca - che una piccola città come Polverigi resti la location d’elezione, da cui continua a intrecciare relazioni virtuose con il territorio marchigiano e col resto del mondo».

Nella terra, per la quale il consigliere regionale Mirko Bilò auspica il titolo di “regione Unesco dei teatri”. «Un ritorno alle origini», lo definisce Daniele Carnevali, sindaco della cittadina, nel confermare gli spazi tradizionali del festival: il Parco di Villa Nappi, il Teatro della Luna e il cinema Italia. «Qui, la voglia di evadere dalla cronaca inquietante trova un’area di rifugio e insieme di riflessione».


E una “avventura emotiva”, secondo la definizione della direttrice artistica Velia Papa, ben rappresentata dall’immagine del manifesto di quest’anno: «L’uomo che, la testa conficcata nel terreno, si libra gambe all’aria, è Benjamin Verdonck, nostro artista di riferimento. Nasconde il capo sotto terra, cercando, come un albero, di ritrovare la natura, nella quale simbolicamente si radica». Quattordici eventi, tra teatro e danza; diciannove spettacoli in quattro giorni. Velia Papa ne ha messo in evidenza lo sguardo sul futuro, ma anche l’aderenza ai temi ambientali, che da sempre caratterizza il festival.

«Anche per questo, abbiamo cercato di sfruttare la luce diurna, rosata al tramonto, di quei giorni più lunghi dell’anno che conducono dolcemente verso la notte. Dal 10 al 18, si ripete ogni giorno nel parco, per il pubblico di ogni età, “Il gioco dell’oca verde”, in cui ognuno può concorrere a vincere la sua partita con la coscienza ecologica». Tra i performer, segnaliamo: la compagnia Dewey Dell, di Teodora, Agata e Demetrio Castellucci, con Eugenio Resta in un sabba immaginario; il duo Bert & Nasi che presenta sia “The beginning”, work in progress elaborato in residenza a Villa Nappi, sia la prima italiana di “The end”; il danzatore Gianmaria Borzillo, e il marchigiano Ludovico Paladini col collettivo Hardchitecture, per coinvolgere il pubblico in un “rito di passaggio”. E ancora, accanto alla danza di Claudia Calderano, “Piano solo, corpo solo”, il coreano Jaha Koo, che ripercorre la storia culturale della sua terra.


E un ritorno: il festival ripropone “Uno spettacolo di fantascienza” di e con Liv Ferracchiati, applaudito ad Ancona a febbraio, al suo debutto.

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