Corto Dorico, vince “Ultraveloci” dei registi Davide Morando e Paolo Bonfadini, il Premio Nie Wiem a “Reginetta” di Davide Russotto come miglior film di impegno sociale

Corto Dorico, vince Ultraveloci" dei registi Davide Morando e Paolo Bonfadini, il Premio Nie Wiem a Reginetta di Davide Russotto come miglior film di impegno sociale
Corto Dorico, vince “Ultraveloci" dei registi Davide Morando e Paolo Bonfadini, il Premio Nie Wiem a “Reginetta” di Davide Russotto come miglior film di impegno sociale
di Giovanni Guidi Buffarini
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Lunedì 11 Dicembre 2023, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 14:18
ANCONA - “Ultraveloci” di Davide Morando e Paolo Bonfadini ha vinto Corto Dorico 2023, ventesima edizione di uno dei più autorevoli e popolari festival italiani dedicati al cinema breve. Questa la motivazione della Giuria di Qualità composta da Dante Spinotti, Roberta Torre e Daniele Vicari: «Il film ha un linguaggio maturo, capace di strutturare l’azione e di costruire un protagonista empatico, che ha una forza espressiva legata alla sua stessa ossessione che diventa paradossalmente la sua salvezza. La scenografia racconta un’Italia periferica ma pregnante, fotografata in modo eccellente. Tutti gli elementi del linguaggio concorrono alla credibilità dell’opera, interpretando il genere thriller con personalità e originalità. La direzione solida e decisa lascia ben sperare per il futuro dei registi». 


La scelta del pubblico


Il pubblico presente al Cinema Italia - oltre 400 i biglietti venduti - ha preferito “The Delay” di Mattia Napoli. Il Premio Nie Wiem, l’associazione che 20 anni fa inventò Corto Dorico e da allora lo organizza, è andato a “Reginetta” di Davide Russotto, miglior corto di impegno sociale. “Reginetta” è stato preferito anche dalla Giuria Giovani e dall’Accademia del Cinema Renoir. “Ultraveloci” si è aggiudicato il riconoscimento di Cgs Acec Sentieri di Cinema, “Tilipirche” (Cavallette) di Francesco Piras è stato prescelto dalla Confartigianato. Due premi (Coop for Movies e Ristretti oltre le Mura, quest’ultimo attribuito dai detenuti dei penitenziari marchigiani) sono andati a “My Name Is Aseman” di Ali Asgari e Gianluca Mangiasciutti. Mangiasciutti era ad Ancona, Asgari non può lasciare l’Iran.

Il regime non ha apprezzato il suo “Kafka a Teheran” e dopo Cannes gli ha ritirato il passaporto e sequestato computer e cellulare: succede, dove non c’è democrazia. Il concorso per lungometraggi opera prima Salto in Lungo ha visto trionfare “Disco Boy” di Alberto Abruzzese. Simone Massi s’è aggiudicato il Premio Speciale Territori con “Invelle”, un vero capolavoro per cui ancora non c’è la data di uscita sala. Corto Dorico 20 è stato bellissimo e un po’ miracoloso: per via della riduzione del finanziamento da parte del Comune di Ancona. Angelica Lupacchini, presidente della Commissione Cultura del Comune di Ancona, ha promesso che la nuova amministrazione non farà mancare il suo sostegno a una manifestazione che è «una eccellenza locale e un appuntamento di rilievo nazionale».


La soddisfazione 


Soddisfatti di come sono andate le cose i direttori artistici Luca Caprara e Daniele Ciprì: «Quest’anno il festival è stato più che mai una sfida ma, come a volte accade, le difficoltà si sono trasformate in opportunità. Il pubblico ha risposto, il feedback dei numerosi ospiti è stato del tutto positivo». Secondo il presidente di Nie Wiem, Valerio Cuccaroni, «la nostra associazione non poteva festeggiare il ventennale in modo migliore. Usciti dalla Mole Vanvitelliana, abbiamo riportato il cinema al cinema e il pubblico ci ha seguito, numeroso e caloroso. Bellocchio, Bentivoglio, Vicari, Torre, Spinotti sono solo alcuni dei grandi ospiti che hanno reso Ancona un centro di gravità per il cinema italiano e per i suoi amanti. Continueremo a crescere: come sempre, un passo alla volta».

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