“The little prince” del coreografo jesino Silvestrini in prima nazionale alle Muse di Ancona: «Ho trasformato la fiaba in danza»

Venerdì 10 Dicembre 2021 di Lucilla Niccolini
Una scena dello spettacolo di danza The little prince del coregrafo jesino Luca Silvestrini

ANCONA - Sembrava impossibile trasformare in spettacolo di danza il piccolo capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry. Il cimento è riuscito a Luca Silvestrini, coreografo jesino che, cresciuto professionalmente a Londra, ha da lì spiccato il volo nel mondo della danza internazionale. “The little prince” sarà in prima ed esclusiva nazionale alle Muse di Ancona sabato 11 (ore 20,45) e domenica (ore 16,30). Lo spettacolo ha debuttato nel 2018 a Londra.

 


«Mi era stato commissionato per il Natale, dai teatri londinesi The Place e DanceEast, un family show – racconta Silvestrini - ispirato a una fiaba celebre. Ho scelto il testo di Saint-Exupéry, che avevo molto amato da adolescente, impressionato dal messaggio di amicizia e dalla stravaganza dei personaggi». Ma poi, la vera sfida è stata mettere in scena un racconto che non è stato pensato per il teatro. «Era la prima volta che allestivo uno spettacolo per bambini con la mia compagnia Protein. E soprattutto che partivo da un testo preesistente. Una storia già scritta impone dei vincoli, ma mi ha dato uno stimolo in più: la complessità della fiaba, con i suoi flashback, mi ha costretto a smontarla a tavolino e a ricostruirne con pazienza le connessioni interne. Un lavoro difficile, e alla fine divertente, e molto gratificante».

Immaginiamo che sia stato difficile anche selezionare il cast. «Un’altra sfida. Ma ho trovato una danzatrice bravissima, Faith Prendergast, che è proprio come immaginavo il Piccolo Principe. Poi, dovendo sfrondare tanti personaggi, ho affidato ai due performer scelti per il Serpente e la Volpe, due fuoriclasse, anche i ruoli degli adulti, che il protagonista incontra sui pianeti - il business man, il geografo, il lampionaio... - e che non sanno più ascoltare con il cuore, ma pensano solo alle cose pratiche». La scena, una scatola bianca popolata di sfere trasparenti – i corpi celesti che visita il Piccolo Principe – è stata creata da Yann Seabra, che ha disegnato anche i costumi. «I bambini restano incantati. Anche i più piccoli, che in Inghilterra i genitori portano a teatro, perché non sanno dove lasciarli. Se non capiscono il senso, reagiscono con gioia a quello che vedono: ai movimenti dei danzatori, e ai colori degli abiti».

E i genitori, gli adulti, come reagiscono? «Da un formulario, consegnato agli spettatori alle prime recite, è venuto fuori che in tanti ancora non conoscevano questa storia. E quelli che l’avevano letta hanno trovato la mia versione in danza “illuminante” sui valori che trasmette: l’amicizia e la necessità di ascoltare, ogni tanto, il bambino che c’è in noi. Chi altri è il Piccolo Principe, se non il fanciullino che il pilota aveva messo a tacere?». E poi c’è la musica. «Originale, come sempre, in ogni mio spettacolo, creata “in diretta”, durante le prove, con i suoi strumenti da Frank Moon, che ha anche registrato le nostre voci: ne è venuto fuori un tessuto musicale bellissimo». 


Un regalo di Natale per il pubblico anconetano che domenica, al termine della replica, assisterà alla consegna del Premio della Critica Teatrale 2020/2021 a Luca Silvestrini, che non aveva potuto ritirare lo scorso novembre. 

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