Neonata abbandonata in una scatola vicino l'ospedale di Monza: trovata da un'infermiera che andava al lavoro

La piccola sta bene e le sue condizioni sarebbero stabili

Neonata abbandonata in una scatola vicino l'ospedale di Monza: trovata da un'infermiera che andava al lavoro
Neonata abbandonata in una scatola vicino l'ospedale di Monza: trovata da un'infermiera che andava al lavoro
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Martedì 30 Agosto 2022, 10:14 - Ultimo aggiornamento: 19:42

Piangeva in una scatola di cartone, avvolta in una copertina a fiori. Una neonata di poche ore è stata abbandonata all'alba di oggi, appoggiata sul cofano di un'auto parcheggiata davanti al pronto soccorso pediatrico del San Gerardo di Monza. A trovarla, attirata dai vagiti, un'ostetrica che stava per iniziare il suo turno in ospedale. Della madre biologica, al momento, nessuna traccia, nonostante siano subito scattate le ricerche.

Neonata abbandonata in una scatola di cartone con una straziante lettera: «Prendimi e trovami una famiglia»

Neonata abbandonata: indagini per rintracciare la madre

Non erano ancora le 5:30 del mattino quando una dottoressa della Fondazione Per la Mamma ed il Bambino di Monza, che stava per prendere servizio, ha sentito i vagiti e si è accorta di quella scatola sul cofano di una automobile in sosta proprio dove passa ogni giorno per andare al lavoro. Presa la bimba tra le braccia, la donna ha telefonato al 112 e al suo reparto. Sul posto si è precipitata una volante della polizia, oltre ad alcuni medici del nosocomio. La neonata è stata subito visitata, perché fosse certo che i suoi parametri vitali fossero nella norma, poi sono partite le indagini.

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«Da padre ho provato una grande emozione e, con i miei colleghi, ho gioito perché la bimba stava bene», racconta all'ANSA uno degli agenti della Questura di Monza e Brianza intervenuti nel parcheggio. «Quando siamo arrivati - aggiunge - abbiamo raccolto la testimonianza commossa della professionista che l'ha trovata e soccorsa e abbiamo avviato le indagini per identificare la madre». «Abbiamo preso contatti con il medico di turno - aggiunge un altro agente -, perché preoccupati per la salute della neonata, ma per fortuna era tutto a posto». La bimba, dai tratti somatici di origine ispanica, è risultata in ottimo stato di salute. A quel punto gli agenti, che si sono «sentiti rassicurati», hanno iniziato a raccogliere indizi sulla madre biologica.

L'identificazione

Indicazioni utili per l'identificazione della donna potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere di sicurezza della zona e dal racconto di eventuali testimoni. L'intenzione è quella di rintracciarla anche per capire il perché del suo comportamento e se abbia bisogno di aiuto. La donna rischia fino a cinque anni di carcere per abbandono di minore anche se, lasciandola davanti all'ingresso di un pronto soccorso pediatrico, si è assicurata che la figlia - il cordone ombelicale medicato e il pannolino addosso - ricevesse le cure idonee.

«Nessuno dovrebbe sentirsi così solo e disperato da abbandonare una neonata, da mettere a rischio la vita di una creatura indifesa», commenta su Facebook Silvio Berlusconi, secondo cui quanto è accaduto nella sua Brianza «lascia senza parole», e invita a «ripensare le politiche di sostegno e assistenza alle neo mamme e fare in modo e far sapere a tutti che c'è la possibilità di avere aiuti e sostegni». L'ex premier dà il benvenuto alla piccola, augurandole di «raggiungere quella felicità a cui ogni bimbo dovrebbe avere diritto», e ringrazia «sanitari e personale della sicurezza dell'ospedale San Gerardo di Monza per avere salvato questa nuova vita», che, «lo sappiamo, è il bene più prezioso che c'è». Della stessa idea la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli: «Ô dovere dello Stato garantire strumenti e risorse necessarie per le neo mamme - sostiene - affinché siano messe nelle condizioni di accudire i propri figli, di non sentirsi perse davanti alla più grande delle responsabilità che è un dono e mai un peso. Nel nostro programma abbiamo dedicato un apposito capitolo ai temi dell'infanzia e della natalità, per noi centrali e prioritari». Sono già diverse le telefonate arrivate in ospedale, in contatto con il Tribunale dei Minori, da famiglie che si dicono pronte ad adottare la neonata. E chissà che possa abbracciare presto una mamma, che sia o meno quella che l'ha messa al mondo.

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