Covid, bollettino oggi: 31.205 casi e 112 morti: le vittime in Italia superano quota 170 mila

Il tasso è al 23% e sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 135.642 tamponi

Covid, bollettino oggi: 31.205 nuovi casi e 112 morti: tasso di positività al 23%
Covid, bollettino oggi: 31.205 nuovi casi e 112 morti: tasso di positività al 23%
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Lunedì 18 Luglio 2022, 16:54 - Ultimo aggiornamento: 18:13

Covid, il bollettino di oggi lunedì 18 luglio 2022. Hanno superato quota 170mila i morti in Italia contagiati dal Covid. Il dato emerge dal bollettino del ministero della Salute, che evidenzia 31.205 nuovi contagi e 112 vittime nelle ultime 24 ore. Il totale dei decessi dall'inizio della pandemia sale così a 170.037. Il tasso è al 23%, sostanzialmente stabile (ieri 22,8%) e sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 135.642 tamponi. Sono invece 417 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 14 più di ieri. Gli ingressi giornalieri sono 41. I ricoverati nei reparti ordinari sono 10.848, rispetto a ieri 272 in più.

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Sestili; superato il picco

Ha superato il picco in Italia, la nuova ondata di Covid spinta dalla sottovariante BA.5 di Omicron, con i casi che stanno scendendo da cinque giorni consecutivi. Lo rilevano le analisi del fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook Dati e analisi scientifiche. «ll picco sembra essere superato - ha detto Sestili all'ANSA - e i casi mostrano una riduzione pari al 14% in una settimana». Il prossimo passo sarà vedere scendere anche l'indice di contagio Rt sotto 1 e «dovremmo essere in grado di vederlo fra qualche giorno», ha detto Sestili riferendosi ai siti che calcolano questo indice con metodi più aggiornati rispetto a quelli utilizzati dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). «Ci vorranno invece circa tre settimane -ha aggiunto - per vedere l'indice Rt calcolato dall'Iss scendere sotto 1. Continuano intanto a crescere i ricoveri, che nell'ultima settimana hanno registrato un aumento del 17% nei reparti ordinari e del 15% nelle terapie intensive: »è una crescita ridotta e, considerando che è stato raggiunto il picco dei casi, fra una settimana circa dovremmo cominciare a vedere quello dei ricoveri«. È ancora notevole invece l'aumento dei decessi, »con una crescita del 46% nell'ultima settimana che rispecchia quella avvenuta nei casi circa 20 giorni fa. Di conseguenza, vedremo aumentare i decessi ancora un pò - ha aggiunto Sestili - e potremmo cominciare a ipotizzare il picco fra 15 giorni circa».

Quanto ai casi, il fisico ha osservato che «la loro riduzione non sta avvenendo in modo uniforme in Italia, con alcune regioni in cui i casi nell'ultima settimana sono aumentati, come Sicilia (65%) e Valle d'Aosta (39%), altre che dopo avere avuto una crescita lieve hanno cominciato una discesa e altre ancora che hanno registrato una riduzione significativa, come il Lazio». È un calo sul quale fanno sentire il loro peso più fattori, primo fra tutti quello delle vaccinazioni, ha osservato Sestili. «Questa - ha aggiunto - è una delle caratteristiche di questo virus, con un livello di protezione determinato dai vaccini, che si rivelano molto efficaci nell'evitare i ricoveri, ma non i contagi. Vediamo che i casi sono su livelli alti, ma per fortuna la situazione negli ospedali resta sotto controllo, e questo è solo merito dei vaccini».

Secondo Sestili «un virus indebolito, ma enormemente più contagioso avrebbe portato a un disastro negli ospedali». Un'altra novità di questa ondata è che i contagi stanno scendendo senza restrizioni e questo è probabilmente dovuto, ha detto, a »un'immunità diffusa che nasce dal fatto che quasi tutti sono stati contagiati o vaccinati, anche considerando la piccola percentuale di chi si è reinfettato dopo essersi contagiato con le prime varianti». Si tratta, ha aggiunto Sestili, di »una nuova dinamica alla quale ci dovremo abituare, con fiammate veloci nel portare a un alto numero di casi e altrettanto veloci nello scendere«. Sarà probabilmente questa anche la tendenza del prossimo autunno, con »nuove ondate probabilmente determinate dall'arrivo di nuove varianti. Di queste ultime, non possiamo conoscere la natura, ma sarebbe un errore - ha concluso - dare per scontato che siano meno aggressive».

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