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Omicron 5, ecco perché il caldo non ha frenato la nuova variante (e quanto durerà questa ondata)

Oggi la variante Omicron è predominante in Francia, così come anche in Italia, in particolare nelle sue forme BA.4 e BA.5. Questo fattore potrebbe spiegare l'aumento della contaminazione delle ultime settimane

Omicron 5, ecco perché il caldo non ha frenato la nuova variante (e quanto durerà questa ondata)
Omicron 5, ecco perché il caldo non ha frenato la nuova variante (e quanto durerà questa ondata)
di Cristiana Mangani
4 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Luglio 2022, 14:17 - Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 09:05

Dagli inizi di giugno le contaminazioni da Covid-19 sono in costante aumento. E questo nonostante fossimo abituati a vedere il virus recedere durante l'estate. L'inverno, per sua natura, si passa al chiuso, in luoghi dove è certamente più facuile contagiarsi, con stanze chiuse e mancanza di ventilazione. Allora come spiegare questa incontenibile settima ondata da Covid? Perché la diffusione del virus non sta rallentando? Il sito Ouest france prova a rispondere ai tanti interrogativi. La Francia, così come gli altrui paesi del mondo, ha allentato ogni forma di contenimento e di regole e questo potrebbe spiegare in parte il rimbalzo dell'epidemia di questi mesi. Dal 16 maggio la mascherina non è più obbligatoria sui mezzi pubblici. È stato revocato il 14 marzo in luoghi chiusi come aziende, scuole, servizi pubblici o negozi. E così da Parigi, il 27 giugno, il medico di pronto soccorso Patrick Pelloux ha avvertito sulla necessità e l'importanza di rimettere la mascherina.

Omicron 5, l'ondata che ha sorpreso (anche) gli esperti

Gli specialisti di Public Health France (SPF) insistono anche sul ripristino della mascherina nei trasporti pubblici e nei luoghi chiusi. Consigliano anche di non abbandonare le regole di prevenzione quotidiane: lavare bene le mani, evitare di baciarsi, cambiare l'aria regolarmente. E lo stesso messaggio è stato rilanciato  dall'amministratore delegato della SCNF, Jean-Pierre Farandou, che il 29 giugno ha invitato i viaggiatori a indossare nuovamente la mascherina nelle stazioni e nei treni, anche se non obbligatoria. 

Oggi la variante Omicron è predominante in Francia, così come anche in Italia, in particolare nelle sue forme BA.4 e BA.5. Questo fattore potrebbe spiegare l'aumento della contaminazione delle ultime settimane. L'immunità conferita dalla vaccinazione, infatti, non copre le varianti che circolano oggi nel Paese. Inoltre, queste varianti hanno la particolarità di essere molto contagiose.

 

Il caldo non ha frenato la diffusione

La ragione per cui Omicron 5 ha soppiantato le altre sottovarianti ed è riuscita a diffondersi così tanto malgrado il caldo è certamente legata lla capacità diffusione del virus, visto che siamo in presenza di una variante fortemente contagiosa. «Contro questa caratteristica non può fare molto l'estate, cioè il periodo caldo nel quale si vive di più all'aperto - spiega Fabrizio Pregliasco, epidemiologo di Milano -. Il virus Wuhan aveva un Rt di 2, la Delta di 7 e questa di 15-17, come morbillo e varicella». Inoltre, l'estrema contagiosità di Omicron 5, come ribadito dal presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, è dimostrata anche dalla capacità di colpire chi è già stato contagiato. «Oggi abbiamo percentuali di reinfezioni all'8,4%, ricordo che nel periodo in cui circolava Delta eravamo al 2%», chiarisce l'esperto, sottolineando come l'incremento virale sia anche associato «al venir meno delle misure di protezione». 

Omicron 5, quanto durerà?

Quanto alle stime sulla durata di questa nuova ondata spinta dalla variante Omicron 5, ci sono pareri contrastanti in merito. C'è chi ritiene, osservando quando successo in Portogallo, dove la curva è risalita e poi scesa in poco più di 2 mesi, che per la fine di luglio il numero di casi tornerà basso. Ma c'è anche chi teme che l'infezione andrà avanti più a lungo con numeri alti. «Stabilire quanto durerà non è facile, ma certo non è un'ondata che sarà fermata dal caldo e in estate continueremo ad avere tanti casi», spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società di malattie infettive. 

Anche se l'alto livello di contagiosità potrebbe aver raggiunto l'apice, visto che dagli ultimi dati forniti da Gimbe si comincia a registrare una lieve flessione della diffusione.

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