Palas, non più ammessi altri intoppi: la ditta è sub iudice. Il Comune sta vagliando se proseguire con l’affidamento

Venerdì 28 Gennaio 2022
I lavori al vecchio palas di Pesaro

PESARO - Lavori al vecchio palas ripartiti, ma la ditta è ancora sub iudice. Passando davanti al cantiere dell’ex hangar di viale dei Partigiani, in questi giorni si vede movimento. «Stiamo lavorando», dice un addetto della Gm Costruzioni di Fano attraverso i cancelli. Si notano anche operai al lavoro sulla copertura dell’impianto, uno degli interventi che sono ormai completati.

 

Ma c’è ancora molto da fare prima di terminare l’intervento che ha subito diversi ritardi nel corso degli anni. In Comune vogliono andarci con i piedi di piombo. Che fosse in corso una valutazione sulla ditta appaltatrice, con la decisione da prendere su una chiusura del rapporto e un nuovo affidamento, lo aveva già anticipato il sindaco nella conferenza di fine anno.


Cosa bolle in pentola
Le ultime novità che trapelano dal Palazzo sono due: c’è stato un sopralluogo e gli uffici stanno completando la ricognizione di quello che ancora manca. Allo stesso tempo l’Amministrazione ha valutato di non interrompere, almeno per il momento, l’affidamento alla Gm, che ha ripreso a lavorare. Ma la partita non è chiusa. Potremmo dire che l’impresa è ancora sulla graticola. E’ il cantiere più importante della città e non sono permesse decisioni avventate che possano compromettere ulteriormente il percorso fin qui già travagliato.

Questo il senso di quello che emerge dal Comune. Per questo la decisione definitiva non è ancora stata presa, le strade sono ancora entrambe aperte: andare avanti con la Gm o ripartire con un’altra ditta. Ma a quanto pare non ci vorrà ancora molto tempo per sciogliere le riserve. A ottobre i carabinieri e l’ispettorato del Lavoro, avevano chiuso il cantiere del vecchio Palas per la poca sicurezza dei ponteggi e l’inosservanza delle normative anti Covid, per cui erano fioccate tre denunce e una multa da 70mila euro.

Nei controlli erano state rilevate diverse irregolarità legate ai parapetti mancanti in alcune zone del cantiere, aperture a terra non regimentate, le protezioni per gli operai, questioni legate ai bagni e gli spogliatoi del personale e il mancato rispetto della normativa per la prevenzione del contagio anti covid. Erano emersi diversi profili di responsabilità penale in base alla legge 81/2008 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il cantiere era stato sospeso fino a quando non sono state sanate tutte le irregolarità e quanto accaduto era stato anche oggetto di un’interrogazione consiliare da parte dell’opposizione.


La destinazione
L’impianto prenderà il nome di Pala Scavolini, omologato per ospitare eventi sportivi, e nei piani dovrà diventare l’auditorium del Rof. Una lunga gestazione che alla fine coprirà un arco di sette anni. L’annuncio dell’inizio dei lavori di rifacimento era stato fatto nel 2015, l’avvio del cantiere solo tre anni più tardi, nel 2018.

Poi si sono susseguiti gli annunci di inaugurazione più o meno imminenti. Niente da fare per il taglio del nastro in occasione del 150 anniversario della morte di Rossini, così come per la presenza, a fine agosto di quest’anno, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Galà Rossini è stato così spostato in piazza del Popolo. Adesso si spera di completare l’opera entro la fine del 2022, ma gli annunci sono molto più prudenti.

Costi lievitati
Nel frattempo l’aumento dei costi, da 4 a 6 milioni di euro, per gli aggiornamenti sulla sismicità, l’efficientamento energetico e i miglioramenti sull’impiantistica. E’ arrivato per questo un contributo del Gse di oltre un milione e 700 mila euro. Negli ultimi report i costi sono lievitati ulteriormente, arrivando a sfiorare gli 8 milioni di euro. 

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