«Mi ha fatto ubriacare e poi violentato»: la ragazza di 16 anni accusa un 20enne e chiede 100mila euro

«Mi ha fatto ubriacare e poi violentato»: la ragazza di 16 anni accusa un 20enne e chiede 100mila euro
«Mi ha fatto ubriacare e poi violentato»: la ragazza di 16 anni accusa un 20enne e chiede 100mila euro
di Luigi Benelli
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 12:01

PESARO - Accusato di aver violentato una minorenne sotto l’effetto di alcol. Ieri il caso è finito davanti al Gup con la vittima che si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento importante. L’indagato è un 20enne originario della Sicilia, residente nell’hinterland pesarese. La vittima una ragazzina di 16 anni che ha già cristallizzato il suo racconto qualche settimana fa in incidente probatorio. Avrebbe avuto un blackout di circa quattro ore in cui i ricordi della minorenne sono confusi per via dell’alcol assunto.

Ci sono dei punti fermi però, che ha ricostruito durante il suo racconto al giudice. Secondo l’accusa lui l’avrebbe fatta bere per poi farla allontanare dagli amici con cui aveva trascorso un pomeriggio di fine maggio 2021. 

La ricostruzione

Il tutto dopo averla conosciuta da poche ore. La sera, approfittando del fatto che la ragazzina fosse ubriaca, l’avrebbe poi portata nella sua abitazione chiedendole più volte di spogliarsi. Lei non l’ha fatto ma lui avrebbe continuato. «Allora te lo tolgo io il vestito» le avrebbe detto. Così sarebbe andato avanti afferrandola, immobilizzandola e spogliandola per avere un rapporto sessuale a cui l’avrebbe costretta. Passati gli effetti dell’alcol lei si è trovata decine di chiamate perse degli amici che la stavano cercando preoccupati ma soprattutto lividi, ecchimosi e sangue dappertutto. Si è recata in ospedale il giorno successivo dove è stata curata. I medici hanno riscontrato il rapporto sessuale subito e il fatto è finito in procura dove è stata aperta un’indagine. Il 20enne è indagato per violenza sessuale su minore aggravata dal fatto di aver abusato in una casa isolata privando la vittima di una adeguata difesa. Il giovane è anche accusato di lesioni perché dal referto medico risultano ecchimosi alla coscia, al ginocchio e nella zona del pube. L’indagato è difeso da Matteo Mattioli che ieri ha chiesto di procedere con il rito abbreviato condizionato dall’escussione di un teste. Il legale proverà a dimostrare un’altra tesi, convinto che «la ricostruzione dell’accusa differisce dal reale andamento fattuale della vicenda che cercheremo di dimostrare nel corso del processo». La ragazzina si è costituita parte civile tramite l’avvocato Michele Mariella che ha chiesto come risarcimento del danno fisico e morale 100mila euro. L’udienza è aggiornata al 4 ottobre quando presumibilmente si andrà a sentenza. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA