Tentò di uccidere la moglie, la figlioletta e l'uomo intervenuto per salvarle: l'Appello appesantisce la condanna

Mercoledì 26 Maggio 2021 di Luigi Benelli
Pesaro, tentò di uccidere la moglie, la figlioletta e l'uomo intervenuto per salvarle: l'Appello appesantisce la condanna

PESARO - Aveva tentato di uccidere la ex compagna e la loro figlia, confermata la condanna in appello per Matteo Cicerchia. Riformulati i capi di imputazione, triplice tentato omicidio. Il caso è quello del 27enne fanese che il giorno di Pasquetta del 2019 ha assalito l’ex compagna con un coltello e ha tentato di investirla in strada San Nicola a Pesaro sotto gli occhi della loro figlioletta di 5 anni. 

 

L’accusa

Per l’accusa il reato contestato è il triplice tentato omicidio premeditato (anche nei confronti di Gabriele Ottaviani che ha portato in salvo mamma e figlia visto che ha tentato di investirli ndr). Il pm aveva chiesto 16 anni, più 1 mese di arresto per la contravvenzione di aver portato con sé le armi (i coltelli) e 1 anno e 4 mesi per dei maltrattamenti di 5 anni fa. In primo grado il giudice ha mantenuto il tentato omicidio per la ex compagna però ha riqualificato il tentato omicidio della figlia e di Ottaviani a tentate lesioni gravissime. Questo ha portato a una condanna di 9 anni più 1 anno e 4 mesi per i maltrattamenti. 

La parte civile

La ex compagna e la figlia minorenne si erano costituite parte civile e avevano chiesto tramite le avvocatesse Cristiana Cicerchia (solo un caso di omonimia, nessuna parentela con l’imputato ndr) e Cristina Lamacchia, un risarcimento danni valutato in 200 mila euro per la mamma e 300 mila per la piccola. Ieri, in corte d’appello d’Ancona, il pubblico ministero ha chiesto l’applicazione delle pene richieste in primo grado, dunque non la derubricazione a tentate lesioni gravi ma tentato omicidio verso Ottaviani e la figlia. 
Cicerchia è stato condannato a 10 anni e 8 mesi compreso 1 anno e 4 mesi per i maltrattamenti. È stata tolta la premeditazione ma accolto il tentato omicidio anche per Ottaviani e la figlia. Per l’avvocatessa di parte civile Claudia Fabiani: «Era assurdo non aver riconosciuto il tentato omicidio nel confronti della piccola e di Ottaviani, dal momento che l’intento omicidiario era palesemente stato bloccato dalla presenza del manufatto di cemento in cui si era incastrata la ruota anteriore destra dell’auto condotta dal cicerchia». 

L’attesa delle motivazioni

L’avvocato dell’imputato Giovanni Orciani assieme al legale Roberto Brunelli attende le motivazioni della sentenza per valutare il motivo di legittimità e proporre ricorso in Cassazione.
Cicerchia resta in carcere. Ottaviani aveva anche ricevuto l’encomio dal sindaco Matteo Ricci per il suo gesto. 

 

Ultimo aggiornamento: 15:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA