Il pacco con la droga gli arriva a casa: «Sono nel settore della canapa light». Ma il 60enne finisce in manette

Sabato 4 Dicembre 2021 di Luigi Benelli
Il pacco con la droga gli arriva a casa: «Sono nel settore della canapa light». Ma il 60enne finisce in manette

PESARO - La droga arriva a casa con il corriere postale. Ma lui si giustifica dicendo che lavora nel commercio di canapa light. Arrestato. Si tratta di un uomo di 60 anni di origini napoletane che in passato aveva già avuto precedenti per droga e furti. Gli agenti della squadra mobile della questura di Pesaro, diretti da Eleonora Cognigni gli stavano addosso. Avevano saputo dagli ambienti di consumatori di un uomo attivo nello smercio di sostanze. 

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Strano va e vieni

Tanto che avevano notato quello strano andirivieni di pacchi, così una volta saputo della imminente nuova consegna, si sono fatti trovare davanti a casa del 60enne. Arrivato il corriere, l’uomo è sceso per prendere il pacco ma quando un agente si è qualificato come poliziotto, ha lasciato l’oggetto della consegna e ha tentato una fuga per le scale della palazzina. Gli agenti l’hanno subito bloccato. Quanto è stato aperto il pacco, si è capito il motivo della fuga. All’interno c’era del caffè, tipico espediente per coprire l’odore della marijuana. Infatti oltre a 200 grammi di hashish c’erano due buste che contenevano proprio 1 kg di marijuana. La perquisizione è stata estesa all’abitazione dove gli agenti della mobile hanno trovato un centinaio di piccole scatole che contenevano dell’altra marijuana per un totale di 200 grammi. Poi un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.L’uomo si è difeso dicendo che era canapa legale, salvo poi ammettere che quel quantitativo di marijuana ricevuta nel pacco era stata coltivata legalmente ma superava di poco il principio attivo consentito, ovvero un Tch dello 0,5%. Sotto questa percentuale la sostanza viene considerata priva di ogni effetto drogante. Per la giurisprudenza il raccolto che invece supera questa percentuale deve essere distrutto e non commercializzato. E il 60enne non aveva alcun titolo formale per operare nel settore non essendo coltivatore diretto, florovivaista né titolare di partita iva. La sostanza sequestrata per oltre 1,5 kg tra marijuana e hashish era da considerarsi stupefacente. Poi visti i suoi precedenti penali e il comportamento tenuto alla vista degli agenti, l’uomo è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio e per resistenza, poi portato in carcere. 
La convalida
Ieri mattina l’udienza di convalida dell’arresto che ha visto il giudice applicare la misura della custodia cautelare in carcere. L’avvocato difensore Marco Defendini sottolinea: «Ora bisognerà attendere i risultati delle analisi sul principio attivo, visto che il mio assistito fa dei lavoretti nel mondo dei prodotti di canapa light».

 

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