Vestiti stupefacenti, produce un’ecopelle alla canapa ma va sotto processo per spaccio

La materia prima: l'ecopelle può derivare dalla canapa
La materia prima: l'ecopelle può derivare dalla canapa
di Luigi Benelli
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 15:09

PESARO - Ecopelle alla canapa. Un prodotto innovativo, tanto da essere brevettato e finire nel mirino di grandi marchi internazionali. Ma finisce a processo per spaccio. Lui è un pesarese di 41 anni che è finito davanti al giudice perché nella sua abitazione sono state trovate 14 piante di cannabis da cui si possono ricavare, tramite il processo di essiccazione, foglie per un peso di 350 grammi. Gli investigatori hanno anche trovato 23 grammi di infiorescenze: il tutto per un corrispettivo di 376 dosi di marijuana.

Ma il 41enne è finito anche in alcune riviste specializzate perchè dalla canapa ha realizzato borse con un materiale innovativo,l’ecopelle. Una ricerca lunga tanto che ora ha depositato tutto il processo per un brevetto ad hoc che è stato accettato. 

L’avvocato dell’imputato, Carlo Scalpelli, ha portato avanti la sua linea difensiva: «Il mio assistito è un ricercatore e coltiva canapa per isolare il biopolmero e il canapulo. Si tratta di fibre molto resistenti con cui creare successivamente tessuti o borse in ecopelle. Prende il nome di Napee ed è il primo tessuto spalmato al 97% green, e cioè un biopolimero a base di oli naturali con un 20/30% di canapa. E’ un ricercatore che collabora anche con l’Università di Ferrara ed è stato citato su riviste di settore per i materiali sostenibili nell’ambito dell’economia circolare. Napee si propone come sostituto alla pelle e alla finta pelle totalmente green da utilizzare in campi come gli interni per la nautica, gli accessori, borse, scarpe, divani. Andremo avanti fino in fondo con questa linea difensiva». Il tessuto viene realizzato interamente con le materie di scarto sviluppate nella coltivazione della canapa e il cui intero processo produttivo non prevede l’uso di solventi tossici né la realizzazione di scarti non riciclabili. I polimeri utilizzati sono di nuova generazione ed in parte biodegradabili. Napee si presenta quindi come un’ecopelle di origine naturale con proprietà termoregolabili e antibatteriche. Ma i quantitativi e i metodi di essicazione hanno inciso non poco così il 41enne ieri è finito davanti al giudice. E’ stato ascoltato un perito del pubblico ministero e a febbraio ci sarà la sentenza.

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