Pesaro, mamma parcheggia nel posto
"rosa": il carroattrezzi e poi le scuse

Pesaro, mamma parcheggia nel posto "rosa": il carroattrezzi e poi le scuse
di Gianluca Murgia
3 Minuti di Lettura
Sabato 11 Agosto 2018, 12:05

PESARO - Ha lasciato l’auto in sosta su un parcheggio rosa dell’ospedale di Pesaro, per poter effettuare una visita specialistica a uno dei suoi due piccoli figli. Erano le 10.50. Al suo ritorno, 40 minuti dopo, l’auto non c’era più: portata via dal carroattrezzi dell’Euro Crisci, società convenzionata con il presidio pesarese che, due volte al giorno, fa tappa nel parcheggio dell’ospedale per rimuove le auto non autorizzate o in divieto. La donna, pesarese, madre di due gemelli di 11 mesi, si è trovata spiazzata: da sola, senza auto, reduce da una visita medica impegnativa. Non credeva ai proprio occhi. La mamma, con premura, aveva di prima mattina chiamato il 3611 dell’ospedale chiedendo, spiegata la sua situazione, se si potesse parcheggiare all’interno e se servissero tagliandi speciali. Risposta: non serve nulla.
  
Quando la burocrazia scavalca il buonsenso. Cosa che non dovrebbe mai avvenire in un ospedale. «Nessuno - spiega la mamma - mi ha detto che in realtà bisognava passare dall’altra portineria, vicino al Teatro, per farsi rilasciare un foglio rosa da esporre». Anche perché lo stallo rosa è uno speciale posteggio che il Comune ha creato dieci anni fa per aiutare le donne in stato interessante o che viaggiano in compagnia di bambini. Per il codice della strada è un puro atto di cortesia (peraltro replicato da altre città) verso le mamme o future mamme. Per questo non si possono fare multe alle auto parcheggiate né, tantomeno, far entrare in azione il carroattrezzi.

L’utilizzo deli parcheggi rosa attiene esclusivamente al senso civico. Anche l’unica dicitura presente sul cartello dell’ospedale, in cui non si menzionano tagliandi, è chiara: “Area destinata alla sosta delle auto utilizzate dalle donne in gravidanza o con neonati. La vostra correttezza aumenta la loro sicurezza”. «Non trovavo più l’auto e nessuno mi sapeva dire nulla - continua la mamma - Un signore che guida l’ambulanza si è avvicinato e mi ha detto che la stessa cosa era accaduta pochi giorni fa ad altre persone. Auto portate vie con apparente leggerezza. Sono andata in portineria e abbiamo contattato il carroattrezzi: dopo 40 minuti me l’hanno riportata e si sono scusati. Ma il disagio per me e per i miei due figli, di cui uno reduce da una visita, rimane tutto. Ero in apprensione. È pure intervenuta una persona dell’ospedale che non si è qualificata, chiedendo di non fare fotografie e di “lasciar perdere” perché così non andavo a pagare i 300 euro previsti». Quasi che fosse colpa della mamma pesarese che, con garbo, chiude la vicenda con un eloquente: «Sarebbe bastato il buonsenso». Sulla sua auto, infatti, è evidente un adesivo che ricorda il carico speciale con cui viaggia. Facile intuirlo, peraltro, anche guardando dal finestrino: all’interno, sopra i sedili posteriori, ci sono due maxi seggiolini con corredo di giochi. Bastava guardare.
 
L’area non è di competenza della Municipale che però avverte come «essendo i parcheggi rosa delle aree di cortesia, questi non possano essere soggetti a multe o rimozioni, tantomeno a tagliandi da esporre». Tecnicamente, infatti, l’indicazione “parcheggio rosa” non costituisce «prescrizione ai sensi del C.d.s.». Sul sito dell’ospedale, l’unica delibera presente sul tema “regolamento agli accessi” è datata 9 anni fa e non fa menzione dei parcheggi rosa né di rilascio o esposizione di permessi di sosta. Sono contemplate, invece, altre problematiche per le quali “i veicoli non autorizzati o che non espongono il tagliando potranno essere rimossi” solo dopo “l’identificazione del veicolo e possibilmente del conducente” dalla ditta convenzionata su indicazione “del personale incaricato o dalla direzione medica di presidio” con spese a carico del proprietario del mezzo rimosso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA