Servono altri 2,5 milioni per l'Hangar: nuova gara per la ristrutturazione del vecchio Palas

Servono altri 2,5 milioni per l'Hangar: nuova gara per la ristrutturazione del vecchio Palas
Servono altri 2,5 milioni per l'Hangar: nuova gara per la ristrutturazione del vecchio Palas
di Thomas Delbianco
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Giovedì 16 Giugno 2022, 05:55

PESARO - Vecchio palas, serve una nuova gara. Mancano ancora 2,5 milioni di lavori. Arretramento della ferrovia fino a Fano, missione a Roma del sindaco a caccia del mezzo milione di euro in più. Se la prima parte della serata “Otto anni da sindaco” che si è tenuta martedì sera nel cortile dei Musei Civici, Matteo Ricci, intervistato dalla direttrice di Rossini tv Emanuela Rossi, insieme all’ex direttore TgR Marche Maurizio Blasi, ha snocciolato diverse questioni politiche, nella seconda parte dell’incontro, si è soffermato maggiormente sui temi infrastrutturali e lavori pubblici.

Un passaggio sulla nuova questura, «siamo riusciti ad ottenere la disponibilità di due palazzine della caserma, l’Agenzia del Demanio destinerà 13 milioni di euro», prima di affrontare il cantiere che nell’arco dei due mandati di Ricci è diventato una “bestia nera”, e lui non lo nasconde.
La bestia nera
«E’ il cantiere che più di altri ci fa arrabbiare. Non tutte le gare vanno come si vorrebbe. Ora sta uscendo la ditta che ha vinto l’appalto, che ha finito la parte strutturale. Ma il palas non è finito. A breve faremo la gara per completare ciò che non è terminato. La sismica, tenuta statica dell’edificio, tetto nuovo in legno, che serve anche per l’acustica. Questo c’è già. Ma mancano almeno 2,5 milioni di euro di opere da completare. Non annuncio più date, ma è chiaro che siamo alla fine del lavoro. Dobbiamo essere fortunati che vinca la gara una ditta seria». Un ampio parte della serata è stata dedicata all’arretramento della ferrovia, che su Pesaro vale 1,2 miliardi di euro. «A Gradara la ferrovia fa la serpentina e poi va sul mare - ricorda Ricci - Questo nodo ci ha consentito di portare avanti una cosa insperata che si sta trasformando in realtà. Superare quella serpentina fa risparmiare in questo progetto nove minuti». 
Arriva Giovannini
«Il primo luglio - prosegue Ricci - avremo a Pesaro il ministro Giovannini per confermare il piano. Arrivano queste risorse perchè a Pesaro c’è un problema. Dico alla Regione: si parte da qui per questo. Ma se si fosse partiti da Civitanova, avrebbero fatto casino o la festa in piazza? Vogliamo coinvolgere anche Fano, ma servono 500 milioni di euro. Sapete chi va a Roma a cercare i fondi? Qualcuno che fa il piagnisteo o il sindaco di Pesaro? Dove c’è la ferrovia faremo la green line. Oggi a Pesaro non imbarchiamo un container con le merci, domani potremo farlo. Magari passassero tutti quei treni merci nelle Marche. Ci sta passando tra le mani una cosa storica, come si fa a far prevalere l’ideologia politica, o siccome il ministro è di Draghi o il sindaco del Pd, allora io che sono assessore di Fratelli d’Italia mi metto contro (riferimento indiretto, pur senza citarlo, all’assessore regionale Baldelli, ndr). Ma che visione si ha della nostra terra? Che irresponsabilità è dal punto di vista politico, è inaccettabile. Facciamo le schermaglie sul resto, ma non su queste tematiche». Sul fronte politico, il sindaco ha messo come condizione imprescindibile alle politiche del 2023, in assenza di un cambio della legge elettorale, un’alleanza allargata del Pd. «Se non faremo una coalizione da Calenda ai Cinque Stelle, il collegio anche a Pesaro lo vince la destra». Per le amministrative 2024, ha strizzato l’occhio a Forza Italia per una coalizione ancora più ampia. E il Pd? «A Pesaro, nella difficoltà generale, il Pd è in salute. Abbiamo una bella squadra in Comune e Regione. Non confonderei Pesaro con il resto delle Marche. Un conto è il Pd di Pesaro, un conto è il Pd delle Marche».
«Resto fino al 2024»
Nessun passaggio sul suo futuro politico, anche se parlando della movida, ha detto che «fino al 2024 ci sarò io come sindaco e questa è la linea». La linea di una città più vivace: «Fino a qualche anno fa il sabato e la domenica, il giornale era un necrologio. Non voglio più i morti per strada. Per fortuna sono cambiate le abitudini, i giovani sono più responsabili. Vanno con il pullman, si fanno accompagnare. Accorgimenti sì, maggiori controlli, ma non enfatizzazione dei problemi». 

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