Soldatessa ferita al poligono, la testimonianza in aula: «Vista e udito persi, mi hanno dato 28mila euro»

Venerdì 10 Settembre 2021 di Eugenio Gulini
Il Tribunale di Urbino

URBINO Seconda udienza al tribunale di Urbino del processo per un colpo di mortaio che il 12 giugno 2018 causò il grave ferimento al viso di una soldatessa impegnata al poligono di Carpegna in una marea di avvocati, testimoni, periti – testimoni e indagati. 
Il caporal maggiore Vanessa Malerbi, oggi 30enne, di Lucca, venne colpita dalle schegge di un proiettile di mortaio caduto, durante un’esercitazione della Folgore, pressochè nella zona di quell’ambulanza sulla quale, la stessa era impegnata in mansioni di assistenza sanitaria nel 187° reggimento paracadutisti della Folgore. Ad un certo punto, a fine mattinata, la difesa dei testi, il colonnello Giuseppe Scuderi, il capitano Gianluca Simonelli che era al comando di una compagnia del reggimento oltre ai graduati e soldati Michele Colizzi, Alessandro Vecchi, Fabio Filippone, Claudio Marchesi e Alessio Prisco, su sollecitazioni dell’avvocato Alberto Feliziani, ha chiesto al Giudice Francesca D’Orazio, una perizia super - partes e quindi la nomina di uno specialista rappresentativo di tutti e non solo di una parte, nel qual caso il perito presentato dal Pm.  

Si è parlato molto di mortaio fuori traiettoria, di cono di sgombero, di modalità di sparo e perchè quel drammatico giorno l’ambulanza si trovasse non alle spalle dei pezzi d’artiglieria, altresì nella parte estrema del cono o dell’area di sparo. Ad un certo punto tutti si sono trovati d’accordo, dopo aver sentito la parte offesa, appunto Vanessa Malerbi e il maresciallo dei Carabinieri di Carpegna, sul rinvio al 14 ottobre prossimo. Occorrerà leggere le carte e, dunque, ripartire. All’udienza, ad un certo punto, è stata chiesta la continuazione a porte chiuse. Fuori la stampa ed il pubblico. Per tutti gli imputati, assenti Colizzi, Vecchi, Marchesi e Prisco rappresentati dai rispettivi avvocati, l’accusa è di “lesioni personali colpose gravissime, in violazione delle norme per la prevenzione di infortuni sul lavoro, con concorso di cause”. 

Presente la soldatessa Vanessa Malerbi che ha confermato di «aver perso vista e udito dal lato destro e ha difficoltà di masticazione. Era la prima volta – ha rimarcato Vanessa Malerbi – che l’ambulanza si posizionava in quella posizione, altre volte, in altre esercitazioni, ero dietro il tiro dei mortai. Ho chiesto il perchè ma quelle erano le indicazioni. Dopo l‘incidente mi sono sottoposta ad un intervento maxillo - facciale delicato, le schegge mi danno ancora problemi e potrebbero darli in futuro. Ho cominciato a masticare piano solo da poco tempo. Ho un drenaggio all’interno dell’orecchio destro (ho subito due interventi). Sono stata risarcita? Di 28mila euro da parte del Ministero della Difesa e delle spese per visite varie che prima pago e poi chiedo il rimborso, però, mi è già stato detto, verranno tra breve sospesi. In questo momento? Svolgo un ruolo civile all’interno dell’esercito. Mia madre e mia sorella? Per seguirmi e stare accanto a me hanno perso entrambe il lavoro. La casa in cui vivo, suddivisa in due appartamenti sovrastanti, è stata modificata per permettermi di vivere nel primo piano perchè non riesco a fare le scale. Ora? Non riesco a dormire di notte, penso sempre all’incidente e ho attacchi di ansia». 

 

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