Dall'Area Vasta alle scuole, è allarme: «Chi ha fatto tamponi Covid in quel laboratorio vada subito dal medico»

Pesaro, dall'Area Vasta alle scuole allarme a macchia d'olio: «Chi ha fatto tamponi in quel laboratorio vada subito dal medico»
Pesaro, dall'Area Vasta alle scuole allarme a macchia d'olio: «Chi ha fatto tamponi in quel laboratorio vada subito dal medico»
di Silvia Sinibaldi
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 08:41

PESARO - Ieri in tarda mattinata ai genitori dei ragazzi che frequentano la scuola media Don Gaudiano e agli insegnanti è arrivata una comunicazione della dirigenza scolastica a carattere di urgenza. «Sentito il Dipartimento di prevenzione dell’Area vasta 1 si invita chiunque, negli ultimi 10-20 giorni abbia eseguito un test antigenico rapido attraverso la struttura Igea Policlinica di Pesaro senza averne comunicato l’esito sia positivo che negativo, al proprio medico di base a contattare con estrema urgenza» un medico del distretto sanitario di Pesaro di cui viene fornito il recapito telefonico.

Lo stesso tipo di allerta è stato lanciato da Asur Area Vasta 1 che ha rivolto un appello online a chiunque fosse andato negli ultimi 20 giorni a sottoporsi al tampone presso la struttura che ieri è stata sequestrata. Dovrà contattare l’Asur al numero 0721 424407. Appelli rivolti anche ai medici di base e ai pediatri a cui si chiede di ricostruire la mappa dei pazienti che negli ultimi 20 giorni hanno avuto comunicazioni dai pazienti che si sono rivolti all’Igea Policlinica. Un impegno non semplice al quale però i medici non si sono sottratti. Il sequestro operato dai carabinieri al poliambulatorio Igea Policlinica è infatti legato all’esecuzione di tamponi rapidi senza alcuna autorizzazione, al fatto che i relativi referti venivano firmati dall’infermiera Barbara Cambrini e, in caso di positività, la struttura non informava il dipartimento prevenzione dell’Asur, ma demandava al paziente l’onere di farlo, in contrasto con la normativa: questo tipo di soluzione interrompe infatti la filiera del tracciamento perché demanda al singolo una informazione che invece è a capo del laboratorio autorizzato dal servizio Salute della Regione. Che all’Igea non ha mai fornito alcuna autorizzazione. Dunque ora si tenta di ricostruire quanti dei positivi rintracciati dai test della Policlinica hanno informato il medico di base e quanti invece sono rimasti in circolazione

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