Acquaroli: «Adesso prudenza, questo non è un liberi tutti. Sì, è vero, eravamo pronti all'azione legale»

Acquaroli: «Adesso prudenza, questo non è un liberi tutti. Sì, è vero, eravamo pronti all'azione legale»
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Sabato 30 Gennaio 2021, 02:05

ANCONA -  Il governatore Francesco Acquaroli ha intuito che qualcosa stava accadendo a Roma quando la comunicazione sulla zona da rispettare durante la prossima settimana stava stranamente ritardando. «Ci aspettavamo la terza settimana in arancione ed eravamo pronti ad avviare le pratiche per il ricorso. Ma la telefonata del ministro non arrivava». Poi, nel tardo pomeriggio di ieri, sul cellulare del presidente arriva un messaggio di Speranza: «Le Marche sono in zona gialla», e in Regione si è tirato un sospiro di sollievo. 

 
«La situazione stava diventando pesantissima - ammette adesso Acquaroli - e la tensione tra le categorie maggiormente colpite rischiava di sfuggire al controllo. Per fortuna il ministro ha chiesto al Cts di rivedere il metodo per uscire dalle zone e renderlo meno rigido rispetto ai parametri utilizzati per entrarci». In sostanza è cambiata la conta dei 14 giorni, che parte dall’inizio dell’ingresso in una determinata fascia colorata e non - come è stato fino a ieri - dal momento in cui miglioravano gli indicatori di rischio. «Un provvedimento di buon senso perché, come ripeto da giorni, oggettivamente non c’erano le condizioni per restare ancora in arancione». 


Tuttavia il governatore marchigiano mette le mani avanti: «Tornare gialli non è un liberi tutti. Chiedo a tutti i concittadini di mantenere un atteggiamento prudente, perchè l’obiettivo adesso deve essere quello di restare in questa fascia il più a lungo possibile, se non addirittura cercare di raggiungere la zona bianca». L’appello arriva a fine serata, quando ormai il tam tam del cambio di area ha fatto il giro delle Marche e tutti hanno esultato per il ritorno alla quasi normalità, con ristoranti e bar aperti fino alle 18. «Io ero pronto a ricorrere al Tar per far valere il miglioramento dell’emergenza pandemica nella regione, ma ora dipende solo da noi quanto riusciremo a mantenerci in giallo». Il passaggio atteso da due settimane e che rischiava di slittare altri sette giorni, avverrà da lunedì e non da domenica come i provvedimenti precedenti: un giallo spiegato dallo stesso governatore. 


«Solitamente il ministro Speranza firma una nuova ordinanza per indicare il passaggio delle regioni da un colore all’altro, invece questa volta si attenderà la fine dell’ordinanza già emanata che scade domenica a mezzanotte». Prudenza, dunque, perchè la curva del contagio sta scendendo ma il virus non è stato battuto. «Dobbiamo rispettare al massimo le regole sul distanziamento e sull’utilizzo delle mascherine, non possiamo lasciarci andare completamente, altrimenti il rischio è di tornare nuovamente in arancione». Che l’esasperazione sia arrivata ai massimi livelli, lo testimonia anche l’iniziativa organizzata per lunedì a Civitanova dalla Confartigianato, dal titolo #meno985, ovvero le attività perse in un anno di pandemia. «Una situazione gravissima - sottolinea Acquaroli - e per questo chiediamo al governo il massimo impegno per garantire ristori e sostegno alle attività che stanno subendo più di tutti gli effetti devastanti del Covid»

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