Vino, le Marche puntano sulla qualità:
quasi la metà marchiati Dop e Igp

Vino, le Marche puntano
sulla qualità: ​quasi la metà
marchiati Dop e Igp
ANCONA - Il vino come uno dei motori di sviluppo delle Marche? Sì, purechè sia di qualità. E lo è, visto che quasi la metà della produzione nostrana può vantare i marchi Dop e Igp.
Nel vino l'Italia conferma la leadership europea della qualità e presenta 603 vini con marchio di origine attribuito dall’Unione europea con caratteristiche che dipendono dall’origine geografica e la cui lavorazione avviene in un’area determinata. Nel dettaglio in Italia sono 474 vini a denominazione d’origine protetta (DOP, in cui confluiscono le denominazioni DOC e DOCG) davanti ai 380 DOP della Francia e ai 102 della Spagna; inoltre in Italia vi sono 129 vini a indicazione geografica protetta (IGP, che comprendono la denominazione IGT) davanti ai 116 della Grecia e ai 75 della Francia.

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"Anche nella nostra regione – evidenzia Giorgio Cippitelli, Segretario di Confartigianato Imprese Marche - si rilevano produzioni di qualità. Nel 2018 nelle Marche sono stati prodotti 878 mila ettolitri di vino, di cui il 45,6% costituiti da vino da tavola, il 36,6% da vino DOP e il 17,8% da vino IGP. Nel dettaglio dei vini DOP, il 65,7% è relativo a vini bianchi mentre il restante 34,3% a vini rossi e rosati, tra gli IGP il 65,9% della produzione è costituita da vini rossi e rosati".
"Tenendo conto della composizione percentuale della spesa per bevande alcoliche e tabacchi del Centro Italia disponibile da Istat – riprende Cippitelli - abbiamo stimato che le famiglie marchigiane nel 2018 hanno speso complessivamente per l’acquisto di vini 97,1 milioni di euro, di cui il 93,7% per vini da uve, il 4,2% per vini liquorosi, l’1,6% per altre bevande a base di vini e il restante 0,5% per vini da altri frutti.
Infine evidenziamo che nelle Marche il 60,2% delle persone di 11 anni e più nel 2018 ha consumato vino. Tale quota è superiore alle media nazionale (54,1%) e colloca la nostra regione al 3° posto in Italia dietro all’Emilia Romagna (62,5%) e alla Valle d’Aosta (61,0%). Rispetto al 2008 questa incidenza è cresciuta di 1,6 punti percentuali, oltre il doppio della crescita media in Italia (+0,7 punti). Nel dettaglio della frequenza di consumo emerge che tale crescita è tutta imputabile all’aumento della quota di coloro che consumano vino più raramente (+7,2 punti), mentre diminuisce di 1,1 punti l'incidenza di coloro che ne consumano più di mezzo litro al giorno e di 6,0 punti di coloro che ne consumano 1-2 bicchieri al giorno".
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Martedì 23 Luglio 2019, 11:12 - Ultimo aggiornamento: 23-07-2019 11:12

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