Pd, nel gruppo in Regione lo tsunami del congresso: Mangialardi nel mirino, dovrà spiegare il duro attacco a Mastrovincenzo

Lunedì 8 Novembre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Il gruppo Pd in consiglio Regionale: al centro il capogruppo Maurizio Mangialardi

ANCONA - Un’entrata a gamba tesa su cui è impossibile non chiedere conto. E un’uscita talmente inaspettata da cogliere di sorpresa non solo il diretto interessato ma anche molti del gruppo consiliare in Regione. Tanto che stamattina il punto più scottante dell’incontro del Pd in Regione sarà proprio l’intervento firmato in calce dal capogruppo Maurizio Mangialardi contro il consigliere Antonio Mastrovincenzo, 4937 voti alle ultime regionali e in odore di candidatura alla segreteria regionale dem.

 

Niente di deciso, niente di ufficiale: c’è tempo fino al 20 novembre per scegliere se scendere in campo oppure no. Ma nel frattempo, attorno a quelle 107 firme che hanno fatto il suo nome come candidato unitario alla segreteria, si è scatenato uno tsunami.


La polemica
Ha soffiato forte Mangialardi («In questo momento la sua candidatura può essere foriera di nuove ed inutili divisioni»), che non ha risparmiato stoccate al consigliere del suo gruppo («Una fuga in avanti che rischia di vanificare il grande lavoro che il Pd sta costruendo da mesi»). Non l’ha presa bene, l’ex sindaco di Senigallia ed ex presidente Anci, che assieme ai vertici dem ha in mente il nome di Augusto Curti - vicesindaco di Force con 332 voti alle ultime Amministrative - e responsabile Anci per i piccoli Comuni. Il volto nuovo che si potrebbe dedicare 24 ore su 24 alla ricostruzione del partito marchigiano. Un chiodo fisso, questo, della direzione dem: lo ha anche auspicato la presidente del Pd Silvana Amati nel giorno della presentazione ufficiale della road map che porterà al congresso del 19 dicembre. Ma se non l’ha presa bene Mangialardi, figuriamoci il consigliere Mastrovincenzo e chi - all’interno del gruppo stesso - si è infastidito per la nota a briglie sciolte. Tant’è che oggi potrebbe consumarsi il confronto all’interno del Pd regionale per capire le motivazioni del gesto, unico nella recente storia del partito. 


Il summit
Ma che l’aria sia di burrasca si è capito anche dal fatto che, pure stavolta, dovrà essere Roma a mettere un punto alla vicenda congressuale made in Marche. In settimana, forse mercoledì, il segretario nazionale del Pd Enrico Letta attende le delegazioni delle due parti nel quartier generale della Capitale. Obiettivo: placare lo tsunami prima che diventi ingovernabile e porti il Pd a discutere più di dissidi interni che di un programma di rilancio regionale.

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