Al lavoro con il pass, conto alla rovescia: l’esercito dei 40mila over 50 non vaccinati. E ora le aziende tremano

Al lavoro con il pass, conto alla rovescia: l esercito dei 40mila over 50 non vaccinati. E ora le aziende tremano
Al lavoro con il pass, conto alla rovescia: l’esercito dei 40mila over 50 non vaccinati. E ora le aziende tremano
di Martina Marinangeli
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Sabato 12 Febbraio 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 10:09

ANCONA - Mancano una manciata di giorni. Dal 15 febbraio scatta l’obbligo per tutti i lavoratori over 50, pubblici e privati, di avere il Super green pass, ovvero il certificato verde che si ottiene con la vaccinazione (dopo la prima dose è valido dal quindicesimo giorno successivo la somministrazione) o la guarigione dal Covid. Chi venisse pizzicato a lavoro senza il pass rafforzato, rischia una multa dai 600 ai 1.500 euro, e può risultare assente ingiustificato, perdendo così retribuzione e contributi. Gli over 50 si vanno così ad aggiungere alle categorie professionali come il personale sanitario, scolastico, e le forze dell’ordine, per le quali l’obbligo vaccinale è previsto già da tempo. 

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Nelle Marche, sono quasi 40mila i soggetti tra i 50 ed i 69 anni – quindi ancora in età lavorativa – a non aver neanche iniziato il percorso vaccinale: 39.801, per la precisione, di cui 24.509 nella fascia 50-59 anni e 15.292 nel target tra i 60 ed i 69 anni. Si guadagnano la maglia nera le province di Macerata (14.167 non vaccinati tra i 50 ed i 69 anni, su una platea di 87.648) e Pesaro Urbino (10.414 su 101.452). Dal totale, vanno sottratti i guariti, gli esenti, i disoccupati e chi magari è già andato in pensione, ma il numero resta comunque rilevante e le criticità maggiori potrebbero subirle le micro e piccole imprese, dove anche l’assenza di una sola persona rischia di mandare in apnea le attività. 


Contestualmente all’avvio della misura del Super Green pass obbligatorio a lavoro, è stato indetto da Fisi, la Federazione italiana sindacati intercategoriali, uno sciopero di 48 ore - il 15 ed il 16 febbraio - che riguarderà tutti i lavoratori, pubblici e privati. Le ragioni della protesta riguardano «la difesa dei valori costituzionali minacciati da gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori sia pubblici che privati (lavoratori soggetti ad obbligo vaccinale e certificazione verde e rafforzata)», fa sapere la sigla. In attesa di vedere quale sarà l’adesione, si procede come da direttive previste dal decreto del 5 gennaio.

Se per quattro giorni - anche non consecutivi - si viene trovati senza il Super green pass, a partire dal quinto scatta la sospensione dal servizio e dallo stipendio. Sospensione che, comunque, è senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro. 


Per i datori di lavoro che non controllano, sono previste sanzioni tra 400 e 1000 euro e la verifica del possesso di super green pass vale per tutti: dipendenti, collaboratori, clienti, fornitori, ditte per la manutenzione. Chi - dopo controlli a campione - riceve a casa l’avviso della sanzione con una cartella dell’Agenzia delle entrate, ha dieci giorni di tempo per comunicare all’Asur l’eventuale esenzione dalla vaccinazione. L’azienda sanitaria ha altri 10 giorni per verificare e, nel caso, notificare l’esenzione. In caso contrario, l’Agenzia delle entrate manderà entro 180 giorni un avviso di addebito. 


L’entrata in vigore dell’obbligo di certificazione rafforzata per i lavoratori over 50 fa seguito alla misura, introdotta lo scorso 1 febbraio, che prevedeva una multa di 100 euro per le persone ultracinquantenni non vaccinate. Un’ulteriore stretta per spingere anche quell’ultima, residuale, sacca di vax scettici ad iniziare la profilassi. Intanto da ieri è entrata in vigore la nuova regola che permette di stare all’aperto senza la mascherina, così come possono riaprire le discoteche. Sul calendario l’ulteriore data cerchiata in rosso è quella del 31 marzo quando cesserà lo stato d’emergenza. Paralellamente il Govermo sta studiando un piano per allentare la stretta in ulteriori settori, anche se molto probabilmente questo sarà valutato soltanto quando sarà completata la campagna vaccinale delle dosi booster. 

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