L’export marchigiano ha fatto boom in 10 anni: dal 2010 siamo a +41%

L export marchigiano ha fatto boom in 10 anni: dal 2010 siamo a +41%
L’export marchigiano ha fatto boom in 10 anni: dal 2010 siamo a +41%
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Domenica 20 Novembre 2022, 04:10

ANCONA  - Negli ultimi 10 anni l’export marchigiano è cresciuto e l’indice che misura la propensione per il commercio con l’estero è migliore rispetto alla media nazionale. Nel 2021, il valore complessivo delle esportazioni si è assestato nella nostra regione sui 12,5 miliardi di euro, facendo registrare un +41% sul 2010. Trend che prosegue anche nel primo semestre del 2022, che balza a +72% sullo stesso periodo dello scorso anno.

Sono queste le conclusioni dello studio Le Marche ed i mercati internazionali, realizzata da Marzia Moccia, data analyst dell’ufficio studi StudiaBo, e illustrata al Seeport Hotel di Ancona nel corso della presentazione del premio Export Italia 2022 organizzato da UniExportManager. 


Le province


Allargando lo zoom, si può notare come Ancona sia la prima provincia per valore degli scambi, con 4,4 miliardi di euro di export nel 2021 (+41,9%), mentre Pesaro Urbino ed Ascoli Piceno sono quelle cresciute di più nell’arco del decennio (+66,7% il Pesarese e +56,2% l’Ascolano). Il Maceratese, con i suoi 1,7 miliardi di export nel 2021, migliora del 21,4% rispetto al 2010. La provincia di Fermo, invece, è l’unica con il segno negativo, con una variazione pari a -10% tra il 2010 ed il 2021. In questo senso, i contesto internazionale incerto non aiuta.

Nel Fermano, infatti, il calzaturiero sta vivendo un incremento delle vendite sul mercato cinese, ma ha subito - fin dal 2014 con le prime sanzioni - un vistoso ridimensionamento di quello russo. Morale: negli ultimi 10 anni il distretto ha registrato una flessione del 21%. Migliora invece lentamente il distretto degli elettrodomestici di Fabriano grazie a una ripresa della domanda registrata nel post Covid. Un periodo, quello della pandemia, che ha premiato il farmaceutico ascolano, settore che vale circa 2 miliardi di euro. La chimica, oggi, è la prima voce dell’export davanti a metalmeccanica e Sistema Casa. 

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