Seimila disoccupati, modello Fabriano in crisi: si cerca la via del riscatto

Seimila disoccupati, modello Fabriano in crisi: si cerca la via del riscatto
Seimila disoccupati, modello Fabriano in crisi: si cerca la via del riscatto
di Aminto Camilli
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Martedì 15 Febbraio 2022, 15:43

FABRIANO - Preoccupa la disoccupazione nel comprensorio fabrianese. La Cisl di Fabriano, nel corso dell’assemblea pre-congressuale, svoltasi ieri, in vista del 13° Congresso regionale (3-4 marzo) e nazionale (25-28 maggio), a riportare l’attenzione su una piaga che sta tartassando l’estremo entroterra anconetano, un tempo isola felice e adesso alla prese con una situazione economica e sociale estremamente delicata. 

 


«Nel fabrianese, dati del Centro per l’impiego, all’inizio del 2021 erano stati registrati 6mila disoccupati e già questa cifra, di per sé, è allarmante – sottolinea Andrea Cocco, responsabile Cisl Fabriano – ma l’aspetto più drammatico è che dall’inizio della crisi, ossia dal 2009 in poi, nonostante i finanziamenti del Mise con l’Accordo di programma dell’ex Antonio Merloni e nonostante numerosi incontri a livello regionale e nazionale, nulla è cambiato. Forse siamo stati poco incisivi, ma la politica, in maniera trasversale, sembra essersi dimenticata di questo comprensorio». Secondo la Cisl, è giunto il momento che tutti i soggetti coinvolti si uniscano per gettare le basi per il rilancio del distretto.

«Da tempo chiediamo tavoli con tutti gli attori dell’economia – osserva Cocco – poiché in un momento di crisi così devastante l’obiettivo deve essere solo uno: ricostruire l’economia del territorio. È necessario individuare le missioni industriali del territorio, mettere a disposizione gli opifici dismessi e inutilizzati dalle procedure fallimentari, offrire servizi e benefici economici a chi vuole investire, formare i lavoratori alle nuove attività, recuperare le piccole progettualità mettendole in rete. Perché – suggerisce Cocco – non lavorare su progetti all’insegna dell’economia circolare? Sarebbe una sfida per il sistema produttivo e la società, perché richiede di adottare attività e processi di produzione e di consumo sostenibili e in grado di gestire in modo consapevole ed efficiente le risorse. Il Fabrianese potrebbe essere l’apripista di questa nuova rivoluzione industriale e di pensiero». 


Sempre molto attenta alla situazione del distretto di Fabriano è Confindustria Ancona. «Premesso che bisogna ragionare come sistema e che un sistema funziona bene se può contare sull’apporto di tutti i soggetti coinvolti – afferma Pierluigi Bocchini, presidente Confindustria Ancona – mi sembra che la ripresa in atto abbia coinvolto pure le aziende del Fabrianese. La vertenza Elica, risoltasi brillantemente, dimostra che i problemi possono trovare soluzioni positive. Riceviamo spesso, da parte delle aziende, chiari segnali riguardanti la carenza di manodopera specializzata. Dobbiamo fare sistema, ma, nel contempo, accrescere il livello di competenza delle nostre maestranze. Servono lavoratori qualificati e, altro aspetto rilevante, la disponibilità da parte delle persone a spostarsi per lavoro. Nell’immediato, è difficile ricollocare tutti, ma stiamo rivedendo una certa vivacità che ci fa sperare». 

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