Ariston Thermo: una rivoluzione da 250 milioni. Con Green way le produzioni tornano in Italia, assunzioni nelle Marche

Sabato 11 Dicembre 2021 di Andrea Taffi
Ecco la rivoluzione di Ariston Thermo: rimpatria alcune lavorazioni con un piano da 250 milioni

ANCONA  - Si chiama Green way 2025 ed è con ogni probabilità il più grande piano di investimenti e spese che un’azienda marchigiana abbia mai affrontato dal dopoguerra ad oggi. Lo sta sviluppando con grande riservatezza Ariston Thermo, multinazionale con cuore fabrianese operante nel settore del comfort termico hi-tech e sostenibile, e dovrebbe sbocciare nei prossimi mesi nella speranza che tutte le autorizzazioni ministeriali concorrano alla partenza del progetto.

 

Prevederebbe investimenti e spese per circa 250 milioni di euro come effetto del combinato disposto di due accordi di programma che sono già passati dalla Regione Marche e attualmente sono in fase autorizzativa al ministero dello Sviluppo Economico: uno industriale e uno ambientale, entrambi destinati a cambiare il volto dei siti produttivi del gruppo su tutto il territorio nazionale e in modo importante su quello marchigiano. 


Green way 2025 rivestirebbe una particolare rilevanza strategica per una somma di motivi: riportare in Italia (in buona parte nelle Marche) competenze, tecnologia e produzione in un settore dove la leadership industriale, negli anni, si è spostata sempre di più verso paesi extra-europei, stabilizzerà ed incrementerà occupazione di qualità, recupererà strutture dismesse, introdurrà nel mercato importanti innovazioni di prodotto o di processo e rafforzerà la presenza aziendale sui mercati esteri. Per un gruppo che possiede 26 siti produttivi in 15 Paesi è qualcosa di molto simile a una rivoluzione copernicana: top secret le chiusure che avverranno all’estero. Si parla di Polonia, Cina e India ma ancora non c’è un ultima parola.

Per contro le operazioni di reshoring avranno nelle Marche un impatto rilevante. I rumors accreditano un ampliamento triplicato per il sito di Osimo (trattative sarebbero in corso con il proprietario dell’ex sito produttivo di Sielpa Calamante, adiacente allo stabilimento AT di Passatempo) e raddoppiato per quello di Fabriano con volumi complessivi di nuovi assunzioni nell’ordine delle 200/250 unità. Più nel dettaglio, l’accordo di programma industriale vedrà il gruppo di Paolo Merloni come soggetto proponente con un progetto d’investimento su una singola localizzazione industriale, distribuita su più siti nella Marche, in partenariato con diverse piccole e medie imprese della filiera che realizzeranno propri progetti d’investimento per un totale di costi che si aggirano intorno ai 60-70 milioni di euro. 


Proprio la strutturazione di filiere corte di subfornitura sarà funzionale ad operazioni di reshoring per il rimpatrio di produzioni e quindi lo sviluppo di attività industriali ed occupazione, ad alto valore aggiunto con mercati target principalmente in Europa. Una quota dei nuovi investimenti e spese sarebbero indirizzati su ricerca e sviluppo, coerenti e correlati alle iniziative di reindustrializzazione attraverso lo sviluppo di prodotti innovativi, con tecnologie rinnovabili ad alta efficienza energetica e volti alla digitalizzazione del parco installato e di processi digitali allineati alle best-practice. Non meno importante sarà l’accordo di programma ambientale che dovrebbe cubare investimenti per 120/140 milioni. Ariston Thermo vuole infatti innalzare il livello di tutela ambientale dei propri siti - quindi in questo caso non solo nelle Marche ma anche in Veneto e Lombardia – oltre il livello richiesto dalle norme Ue. 
La maggiore efficienza
Ovviamente in questo contesto si perseguirebbe una maggiore efficienza energetica, pare sia in programma la realizzazione di un impianto di cogenerazione ad alto rendimento con riciclaggio e riutilizzo dei rifiuti. In questo caso, l’accordo di programma sarebbe cumulabile con le agevolazioni disciplinate dal nuovo piano nazionale transizione 4.0.

© RIPRODUZIONE RISERVATA