Dopo la pandemia, la guerra: quanti ostacoli. Dal Giappone agli Emirati Arabi ecco la mappa dei mercati per rilanciare l’economia

Domenica 1 Maggio 2022 di Martina Marinangeli
Dopo la pandemia, la guerra: quanti ostacoli. Dal Giappone agli Emirati ecco la mappa dei mercati per rilanciare l economia

ANCONA - La partita non è di quelle semplici. Con uno scenario gravato dalla guerra in Ucraina e dopo due anni in debito di ossigeno per la pandemia, le Marche cercano il loro posto nel mondo con un “Piano integrato per interventi di internazionalizzazione, cooperazione internazionale e Macroregione Adriatico Ionica (2022-2024)” da circa 7,5 milioni di euro.

 

 

Documento deliberato dalla giunta lo scorso giovedì – insieme al piano annuale 2022 – che dovrà fare il suo percorso istituzionale fino all’approvazione definitiva in Consiglio. Vengono messi a bilancio 7.495.185 euro, di cui 3.895.185 nel 2022, 2.070.000 nel 2023 e 1.530.000 2024. «Si evidenzia che la redazione del Piano fa riferimento alla programmazione regionale Por Fesr 2021/2027 ed a fondi europei di cooperazione territoriale già programmati», specifica la delibera, e potrà essere aggiustato col mutare degli scenari internazionali.


Ogni annualità persegue il suo obiettivo: le azioni previste per il 2022 punteranno al «rafforzamento delle linee su cui la Regione ha iniziato a lavorare nel 2020 e 2021. Saranno orientate a sostenere la ripresa strutturale in un contesto variabile di difficile previsione alla luce della crisi russo-ucraina». A partire dal 2023, «gli investimenti saranno diretti sia a consolidare le performance nei mercati conquistati, sia a favorire la penetrazione nei nuovi mercati nei quali si individuano le maggiori opportunità commerciali».

Nel 2024, «gli interventi saranno orientati al consolidamento delle posizioni acquisite sui mercati presidiati, al potenziamento delle reti di collaborazione e cooperazione nazionali e internazionali, ed all’intensificazione del processo di diversificazione dei mercati». Nell’analisi che accompagna le 85 pagine del Piano triennale, si evidenzia come «il valore delle esportazioni verso la Germania risulti costante nell’ultimo quinquennio», rimanendo costante anche nell’annus horribilis del 2020 e confermandosi principale sbocco dei prodotti marchigiani. I dati provvisori del primo semestre 2021 evidenziano una crescita del 14,6%. Anche la performance nei confronti del Belgio mostra una certa tenuta, con un calo del -2,9% nel 2020, così come per i Paesi Bassi (-2,1%). Cali più consistenti,invece, si sono registrati per Francia (-10,1%), Stati Uniti (-7,6%) Polonia (-8,3%), Romania (-8,9%), Cina (-13,2%), Austria (-6,0%), Repubblica Ceca (-4,2%). 


Riduzioni molto più marcate si osservano per Spagna (-17%;), Regno Unito (-22,1%) e Russia (-21,6%). Per il 2022 – nel periodo da luglio a dicembre – è previsto un progetto di upgrading per imprese più strutturate per arrivare ad un piano di internazionalizzazione personalizzato per ciascuna azienda sul mercato statunitense: i settori target saranno moda, food, meccanica ed arredo. Inoltre, si punta su ripresa e consolidamento del comparto moda sui mercati di Cina, Giappone, Corea del Sud ed Emirati Arabi. «Le linee di azione previste presentano una certa flessibilità per adattare gli interventi specifici all’evolversi della crisi russo-ucraina e della situazione pandemica». Focus sul processo di terziarizzazione dell’economia delle Marche che «appare crescente, anche se si presentano ancora ampi margini di sviluppo.

Tra i principali mercati di sbocco spiccano Stati Uniti (con una quota del 18,5% sul valore complessivo annuale), Francia (6,7%), Polonia (6,0%), Germania (5,4%), Regno Unito (4,9%) e Spagna (3,4%). Per la Cina, invece, si riscontra un peso ancora marginale prospettando potenzialità importanti per questa tipologia di offerta del sistema marchigiano». Il settore dei servizi comprende anche il turismo, volano sempre più rilevante per lo sviluppo socio-economico delle Marche, con la Germania a farla anche in questo caso da padrona (mercato principale con 35.383 arrivi nel 2021, pari al 24,1% del totale). Per aumentare i flussi, si punta su Paesi scandinavi, Polonia, Nord America e Cina. Nella programmazione torna in auge anche la Macroregione Adriatico Ionica, finita un po’ nel dimenticatoio nella precedente legislatura. Per questo segmento, si punta a «rafforzare il ruolo della Regione nel processo decisionale e di revisione della Strategia Eusair», presentando la candidatura al nuovo progetto di supporto alla governance.

 

Ultimo aggiornamento: 5 Maggio, 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA