Inferno sull'A14, i viadotti sequestrati saranno l'incubo dell'esodo natalizio

Mercoledì 18 Dicembre 2019 di Francesca Pasquali
Inferno sull'A14, i viadotti sequestrati saranno l'incubo dell'esodo natalizio

ANCONA - Niente miracolo di Natale. La speranza, ormai ridotta al lumicino, di vedere riaperti per le feste di fine anno i viadotti sotto sequestro da due mesi e mezzo si è spenta definitivamente. Morale: venerdì partirà l’esodo delle vacanze e in A14 sarà l’inferno. Migliaia di mezzi si metteranno in moto su e giù per lo Stivale e, arrivati nelle Marche, si intopperanno. Perché i restringimenti ordinati dal gip di Avellino sono ancora lì e per adesso nessuno è riuscito a rimuoverli. Così, anche a Natale si viaggerà su una corsia lungo i tratti dei viadotti Fosso San Biagio, Campofilone, Vallescura e Petronilla, tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso. 

La mappa dei disagi 
I pomeriggi del 23, 26 e 31 dicembre i peggiori secondo le previsioni, con intasamenti e file chilometriche a rovinare le feste. I problemi veri in autostrada cominceranno questo fine settimana. Lunghe code sono previste già da venerdì. E poi ancora da sabato al 26. Solo il giorno di Natale sarà risparmiato dal vortice del traffico. Con il gip Fabrizio Ciccone che non ha fatto marcia indietro, per strada ci sarà da penare. Eppure, qualcuno che ci sperava che, almeno per Natale, i new jersey sarebbero spariti, ancora c’era. Ma, tra prescrizioni ministeriali e i no a raffica dalla Procura campana, le feste tanto attese si trasformeranno in un incubo. Lo stato dell’arte parla di dieci progetti che Autostrade per l’Italia ha poggiato sul tavolo del Mit. 


Le formalità 
Venerdì a Roma c’è stato l’ennesimo incontro. La concessionaria ha consegnato le integrazioni volute dal ministero. Si dice ottimista. Parla, ormai, di «formalità». Che poi sarebbero le quindici prescrizioni, tutte tecniche, chieste dal Mit. E a cui Autostrade dovrà provvedere con la progettazione esecutiva, cioè quella finale. Con l’istruttoria in mano, la concessionaria potrebbe perciò tornare alla carica, bussando per la terza volta alla porta del tribunale campano, perorando la causa di dissequestro dei tratti chiusi. Troppo tardi, comunque, per evitare il caos che tra pochissimi giorni esploderà lungo l’A14. Se e quando il giudice di Avellino autorizzerà il dissequestro, Autostrade potrà “provare” i cantieri, mettere mano alla progettazione esecutiva e, finalmente, far partire i lavori. Quando la notizia tanto attesa arriverà non è dato sapere. Di sicuro, non porterà con sé quelle buone nuove che tutti avrebbero voluto sentire. A sigilli tolti, il cantiere comincerà a prendere forma e le prove tecniche per il progetto finale a essere eseguite. Ma è scontro sul metodo. Se Autostrade ipotizza “cantieri mobili”, da poter aprire e chiudere a seconda del flusso di traffico, il ministero smentisce categorico. 

La fiducia 
«Le carte dicono tutt’altro», fa sapere Placido Migliorino, responsabile delle concessioni autostradali per il Mit. Il dirigente esclude di netto «la possibilità di aprire e chiudere i cantieri in funzione delle condizioni del traffico». Certo, l’ultima parola ce l’ha la Procura che, però, ha già dimostrato di fidarsi ciecamente dei tecnici romani, respingendo finora tutte le istanze di dissequestro. «I lavori procederanno per blocchi - insiste Autostrade - e le corsie chiuse potranno essere aperte in base al traffico». Salvo poco realistici colpi di scena, l’ipotesi del concessionario di aprire e chiudere i cantieri, spostando la paratia di new jersey in base al numero di mezzi che circolano, non vedrà la luce. L’idea, su cui il sud delle Marche aveva riposto le ultime speranze, prevede di allargare la carreggiata percorribile nelle ore di punta e di restringerla in quelle meno trafficate, dando così modo agli operai di sostituire i guardrail fuorilegge. Invece, a quanto pare, niente da fare. «Nel momento in cui si installa un cantiere - spiega Migliorino - deve essere mantenuto fino al totale completamento dei lavori». Che, secondo le prescrizioni del ministero, richiederanno più spazio del previsto. «Sarà più impattante di adesso - fa sapere il dirigente - , con una barriera di new jersey a protezione dei lavori e, a valle, almeno cinque metri di area, a partire dal margine destro dell’autostrada». 

Le indiscrezioni 
Una fascia di protezione, insomma, per garantire la sicurezza di operai e mezzi. Addio, perciò, alla riapertura delle corsie chiuse, fosse stato anche a tempo. Non solo: nei tratti dove ora si procede a due corsie, a cantiere aperto, il traffico dovrebbe essere canalizzato su una. Proprio quello che le Marche, e quelle del sud in particolare, avrebbero voluto evitare. Con file chilometriche e ingorghi da far saltare i nervi ormai all’ordine del giorno, la speranza che, almeno per Natale, l’autostrada tornasse percorribile per intero fiocamente ha continuato a brillare. Finora, quando le ultime indiscrezioni hanno riportato tutti con i piedi per terra. Adesso, con l’esodo di fine anno alle porte, lo shopping natalizio nel vivo e la gran baraonda delle feste pronta a esplodere, la situazione non potrà che peggiorare. Un incubo di cui si sarebbe fatto volentieri a meno, ma con cui chi non l’ha ancora fatto dovrà imparare a convivere. Per quando, ancora, non si sa. Gli ottimisti incalliti parlano di settimane. I pessimisti cosmici di anni. 

Le previsioni 
I realisti e qualche tecnico fissano il traguardo all’estate 2021. Tanto, troppo, tempo che la regione non può permettersi di aspettare. Autostrade prova a tranquillizzare. I lavori - dice - non saranno particolarmente lunghi e complicati. Alla fine, si tratterà di sostituire dei guardrail difettosi con altri nuovi, non di creare qualcosa dal niente. La misura, però, è colma. E a nulla sono valse le voci grosse della politica e degli imprenditori, infrante contro il muro della sicurezza a tutti i costi eretto dalla Procura campana. Giusto, ma le Marche tutto questo proprio non se lo meritavano.
 

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre, 11:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA