La guerra in Ucraina mette in ginocchio l'export della moda: summit di Confartigianato Marche per nuove strategie

Mercoledì 13 Aprile 2022
La guerra in Ucraina mette in ginocchio l'export della moda: summit di Confartigianato Marche per nuove strategie

MACERATA - La crisi del mercato russo incide profondamente sul settore della moda marchigiana, cosa può fare il settore per affrontare la contingenza? Se ne parlerà domani, 14 prile, ad un convegno di Confartigianato nel suo auditorium di Macerata.

Sono 4.240 le micro e piccole imprese con 24.374 addetti che nella nostra regione operano in un comparto ad alta vocazione artigiana. “Moda, come affrontare la crisi russo-ucraina. Progetti, strategie e programmi per superare l’emergenza”. Ne parleranno gli imprenditori con il Presidente nazionale della moda di Confartigianato Fabio Pietrella, la presidente regionale Confartigianato Moda Moira Amaranti, il Presidente ed il Segretario di Confartigianato Marche Emanuele Pepa e Gilberto Gasparoni, l’Assessore Guido Castelli, il Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, Sandro Parcaroli sindaco di Macerata, in un convegno coordinato da Giorgio Menichelli Segretario della Confartigianato di Macerata- Ascoli Piceno e Fermo che si terrà giovedì 14 aprile alle ore 17 presso l’Auditorium della sede di Confartigianato a Macerata (via Pesaro 21).

La guerra in Ucraina coinvolge in pieno il comparto, primo settore di export in Russia per le Marche. La nostra infatti è la seconda regione in Italia per peso dell’export della moda in Russia sul valore aggiunto regionale, pari allo 0,30%. La moda è l’unico comparto della manifattura con esportazioni che rimangono inferiori al livello 2019, con una flessione ancora consistente pari al -18,1%. Dal momento che le vendite per la Russia sono congelate, sono necessarie azioni di crescita e ricerca di nuovi mercati, per dare ossigeno alla nostra produzione. Al contempo è auspicabile un ulteriore supporto per l’accesso alle fiere internazionali, e per il credito agevolato per coprire gli investimenti fatti nelle produzioni che sono rimaste nei magazzini.

 

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