Cardinali, presidente Cna Costruttori: «Sbloccare subito la cessione del credito, a rischio il 50% dei cantieri delle Marche»

Lunedì 14 Febbraio 2022 di Maria Cristina Benedetti
Un cantiere edile

ANCONA - Una storia che all’incontrario va. Il mattone che avrebbe dovuto costruire le sponde della ripartenza ha contribuito a innalzare il muro contro il quale s’è infranta. Giampiero Cardinali ripercorre le tappe del caos. Il presidente della Cna Costruttori di Ancona non perdona e “tocca”: «È inammissibile che per colpa di alcuni truffatori venga messa in discussione la sostanza vera della ripresa economica italiana». 


Riavvolgiamo il nastro: con il blocco della cessione del credito è a rischio il 50% dei cantieri delle Marche. L’immagine è fedele?
«Assolutamente. Tanti nostri associati si sono trovati crediti maturati nei cassetti, impossibilitati a cederli agli operatori a cui si erano affidati, come le Poste o i piccoli istituti bancari».

 
L’identikit di questi imprenditori? 
«Titolari di aziende dell’edilizia, degli impianti, dei serramenti. L’effetto domino ha travolto tutto e tutti». 


Continui. 
«A ciò si aggiunge la stima di lavori preventivati ma non confermati a causa delle incertezze normative. Stoppando lo sconto in fattura, si sono persi gli interventi che non potevano essere messi in campo per mancanza di liquidità. Il caro materiali e il costo dell’energia hanno assestato il colpo finale».


Può riassumerci il meccanismo che è saltato?
«A novembre scatta il decreto anti-frodi. Lo Stato scopre truffe per miliardi, tra lavori non eseguiti, prestanomi e cessioni multiple, e ricorre ad alcuni correttivi. Il tutto viene inserito nella legge di bilancio 2022. Segue un periodo di minore operatività». 


Un marasma? 
«Quelle norme, oltre a nuovi obblighi procedurali, riducono a una sola cessione del credito nel cassetto fiscale. Si scatena la tempesta perfetta». 


Si spieghi. 
«Tutti gli acquisitori o facilitatori, fornitori leader, piccoli istituti, come le Bcc, o anche i grandi come le Poste e Cassa depositi e prestiti, si bloccano. Così molte imprese non riescono più a cederli, esponendosi alla mancanza di liquidità».


Questo significa che per colpire gli impostori si attacca l’economia reale? 
«Sì, quella alimentata da tanti piccoli impresari che hanno riqualificato le case degli italiani». 


Secondo le stime, le spese per lavori edili sono passate da 26,5 miliardi del 2020 a 53 miliardi nel 2021. Una prospettiva di sviluppo che ora rischia di spegnersi?
«I dati del Superbonus 110% nelle Marche, al 31 gennaio 2022, dimostrano la validità dell’iniziativa, con 2.462 cantieri avviati con detrazioni previste per 513 milioni. Numeri dentro i quali si muovono, solo in provincia di Ancona, quasi mille imprese, con un trend in crescita per la prima volta dopo gli anni della crisi del 2011». 


Come evitare la paralisi dei cantieri e salvaguardare, allo stesso tempo, lo spirito della norma anti-truffe?
«Le frodi vanno perseguite penalmente con gli strumenti di legge, aumentando e perfezionando i controlli. Ma che a pagare siano le nostre aziende serie e i lavoratori onesti è inconcepibile. Davanti a raggiri ai danni dello Stato perpetuati in altri contesti, come il reddito di cittadinanza per esempio, mai si è discussa l’interruzione della misura».


Un teorema rinnegato in questa occasione?
«Siamo al paradosso, a un passo dal fallimento, a catena, di ditte che si ritrovano senza liquidità per pagare forniture, collaborazioni e dipendenti». 


Perdoni l’insistenza, secondo lei qual è il rimedio? 
«Il confronto serrato di questi giorni con il Governo sembra convergere su alcune proposte normative. La Cna di Ancona sta lavorando a stretto contatto con quella nazionale per trovare l’intesa migliore in tempi strettissimi, prima dei correttivi da convertire in legge».


L’esecutivo sta ragionando sulla possibilità di togliere i limiti tra gli istituti vigilati dalla Banca d’Italia. Concorda?
«Certo, va trovata una strada e al più presto. Sono d’accordo sui maggiori controlli, ma attenzione che siano reali e non solo un aggravio di documenti, procedure e tempistiche. Comunque, ripeto: le truffe non hanno nulla a che fare con noi».


La pratica gestita dal privato, il committente, e non dall’azienda edile potrebbe essere una soluzione? Soprattutto una semplificazione? Della serie: il condominio che passa il credito alla banca.
«Non penso. Lo sconto in fattura, in cui il beneficiario dell’agevolazione cede direttamente il beneficio all’impresa senza dover corrispondere somme in denaro, permette di avviare interventi nel caso di famiglie senza liquidità e impossibilitate ad accedere a ulteriori affidamenti o in tutte quelle situazioni condominiali in cui questo non anticipo è determinante per arrivare al consenso unanime». 


Un’altra spina nel fianco: il cambio continuo di regole. Quanto vi penalizza?
«Moltissimo. Le agevolazioni scadono a dicembre 2025. Per l’edilizia sono tempi cortissimi se si considerano progettazione, inizio lavori ed esecuzione. Se aggiungiamo i criteri che mutano diventa pressoché impossibile chiudere i cantieri entro la scadenza. Ribadisco: è inammissibile mettere in discussione la sostanza vera della ripresa economica italiana».

Ultimo aggiornamento: 14:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA