Con 16 gallerie e 17 viadotti la strada Sassoferrato-Cagli è ancora una grande utopia

Con 16 gallerie e 17 viadotti la strada Sassoferrato-Cagli è ancora una grande utopia
Con 16 gallerie e 17 viadotti la strada Sassoferrato-Cagli è ancora una grande utopia
di Marco Antonini
3 Minuti di Lettura
Sabato 29 Agosto 2020, 10:21

Prendete la cartina geografica delle Marche e analizzatela bene. Ma non una a caso. Quella che la Regione ha usato per presentare al ministro delle Infrastrutture e Trasporti le “Opere prioritarie per il rilancio economico”. Tra le varie voci, alle già note criticità come il mancato raddoppio della linea ferroviaria Orte-Falconara e al collegamento SS 16 col porto di Ancona, spicca la sezione “Pedemontana”. Non è una storia a lieto fine, però. A fine legislatura la Giunta Ceriscioli compila un nuovo libro dei sogni e lo manda a Roma. Un elenco di opere attese da tempo che attendono di vedere la luce. È proprio la montagna a soffrire di più. E la cartina che abbiamo sempre tra le mani lo conferma. Tra quelle che compongono la “Pedemontana delle Marche” c’è la tratta “Sassoferrato-Cagli”. Siamo a cavallo di due province, Ancona e Pesaro. L’Appennino domina incontrastato, le vie di comunicazioni sono difficili.



 I treni regionali hanno rinunciato la loro corsa fino a Pergola da molti anni. Proprio a Sassoferrato, uno dei Borghi più belli d’Italia, nasce, anzi, dovrebbe nascere, la Sassoferrato-Cagli. La mappa parla chiaro. Questa tratta parte dalla città sentina, a pochi chilometri da Fabriano, terra di antiche abbazie millenarie e, dopo aver attraversato Monte Catria e Monte Strega percorre decine e decine di chilometri fino ad arrivare alla Flaminia e all’innesto con la Fano-Grosseto. Collegherebbe insomma Umbria e Toscana con le Marche. Sulla via opposta, se decidessimo di partire da Sassoferrato e i miracoli diventassero realtà, potremmo prendere la Pedemontana fino a Fabriano. L’incompiuta da mezzo secolo. In pochi minuti, massimo 7, si arriverebbe nella città della carta. E da qui, se prendi la bretella di collegamento di circa 1 chilometro fino alla SS 76-svincolo Fabriano Est decidi che viaggio intraprendere. Nel Maceratese? Allora imbocchi la Pedemontana Fabriano-Muccia (Quadrilatero) il cui primo lotto è quasi ultimato; oppure direzione Ancona o Perugia e Roma. Una strada strategica, quindi, che se realizzata permetterebbe a tutto l’entroterra del centro Italia di avere ossigeno per sopravvivere a un mondo digitale che va troppo veloce rispetto alle stradine che le Marche hanno. 

Peccato che nel nostro viaggio troviamo, nel mezzo, la tratta Fabriano-Sassoferrato, incompiuta da 50 anni. Adesso per riprendere i lavori servirebbero almeno 100 milioni di euro. La Pedemontana Sassoferrato-Cagli, invece, lunga 26 chilometri, ha un costo stimato di 530 milioni di euro. Progetto preliminare presentato nel 2007, quello definitivo nel 2014, eppure sembra già obsoleta. Sulla carta si presenta con una carreggiata larga 10,5 metri e dunque con solo due corsie. Per quasi 8 km corre su 17 viadotti e poi entra ed esce da 16 gallerie. Parte nella zona industriale Berbentina. Ha cinque uscite: la prima a Monterosso; la seconda a Poggetto di Serra Sant’Abbondio; poi 4 ponti e 4 gallerie e più lontano la terza uscita nella zona artigianale di Frontone; la quarta a Ca’ Palazzetto di Cagli dove si aggancia alla SP 424 (della Val Cesano); infine, la rotatoria finale di Ponte Rosso a Cagli e il collegamento con la Flaminia. Se poi allunghiamo lo sguardo anche in altre aree della Regione vediamo che sono diverse le Pedemontane da fare. Come completamento del progetto Quadrilatero ci sono da realizzare i 25 km, nel Maceratese, della Sforzacosta-Urbisaglia-Sarnano per 140 milioni di euro di stima.

Il completamento dei 14 km dell’Amandola-Comunanza-Roccafluvione per 110 milioni; il collegamento San Severino –Castelraimondo per 50 milioni al fine di rendere funzionale l’itinerario SS 76-Pedemonanta-Intervalliva Tolentino-San Severino. Se aggiungiamo l’adeguamento della Sarnano-Amandola, per 80 milioni, arriviamo a poco più di un miliardo di euro. Per dare nuova linfa all’entroterra. Poi guardare la cartina geografica delle Marche sarà un piacere, spostarsi come turisti, o per lavoro, una benedizione.

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