Covid, l’epidemia rallenta ma colpisce i bambini. Marche indietro nella vaccinazione pediatrica rispetto alla media nazionale

Un centro per i tamponi
Un centro per i tamponi
di Lorenzo Sconocchini
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Mercoledì 2 Febbraio 2022, 02:15 - Ultimo aggiornamento: 14:36

ANCONA - Continua a scendere la curva dei contagi nelle Marche ma proprio in questi giorni, per il ritardo di una o due settimane con cui si allinea solitamente il trend dei ricoveri, i reparti Covid accusano una maggiore saturazione. E ora gli ospedali marchigiani segnalano numeri da potenziale zona arancione sia in terapia intensiva che in area medica.

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Sono soprattutto i reparti ordinari (Malattie infettive, pneumologia e altri non intensivi) ad accusare in questa fase un improvviso aumento dei ricoveri per Covid, saliti nelle ultime 48 ore da 295 a 347 pazienti, con un aumento settimanale del 17,6% e una saturazione dei posti letto totale che ormai ha sforato la soglia limite, attestandosi ieri al 33,8%, con 25 pazienti Covid in più rispetto a lunedì. Pesano diversi cluster in ambito ospedaliero: sia a Macerata che in altre zone si sono registrati focolai intra-ospedalieri che hanno coinvolto una ventina di pazienti. 


Rianimazioni stabili
Più stabile la situazione nelle terapie intensive, dove nell’ultima settimana il numero dei ricoverati è salito solo di due unità (ieri a 61, -1) e ha un percentuale di occupazione dei posti letto totali del 23,8%. Non si palpita più come una volta, però, in vista del prossimo monitoraggio di venerdì della Cabina di regia.

Sia perché l’eventuale passaggio in zona arancione non comporterebbe alcuna conseguenza per i possessori di Green pass rinforzato (solo i non vaccinati avrebbero conseguenze per le ulteriori limitazioni negli spostamenti) sia perché l’attuale sistema della suddivisione in colori delle Regioni sembra destinato a cambiare tra breve, prevedendo restrizioni aggiuntive solo in zona rossa.

«Questa è una fase completamente nuova e dovremmo cambiare e adeguare le regole, anziché rincorrere un virus ampiamente diffuso in tutta la popolazione, che nella stragrande maggioranza dei casi non mostra sintomi o comunque non tali da portare all’ospedalizzazione», è la richiesta rinnovata ieri dal governatore Francesco Acquaroli.

La situazione delle Marche è comunque destinata a migliorare anche sul fronte dei ricoveri, visto che la parabola dell’incidenza dei nuovi positivi ha cambiato pendenza da sei giorni. I contagi restano a un livello sostenuto (ieri 6.167) ma in diminuzione. L’incidenza settimanale è scesa a 2.317 casi ogni 100mila abitanti, dopo aver raggiunto un picco di quasi 2.700 sulla spinta della variante Omicron (ormai monopolista dei contagi in tutta la regione) e il calo negli ultimi 7 giorni è stato del 13,3%.

L’unica fascia di età in cui l’epidemia non sembra rallentare è quella tra i 6 e i 10 anni, i bambini delle scuole elementari. Nell’ultima settimana in questo range anagrafico si sono avuti 3.898 nuovi contagi, l’11,2% dei casi totali di positività (34.789) registrati nelle Marche. Un trend evidenziato anche dall’ultimo aggiornamento dell’Ufficio scolastico regionale, del 27 gennaio, che registrava un raddoppio delle classi in Dad nelle scuole elementari, salite in 7 giorni da 192 a 384. Nell’ultima settimana la situazione complessiva nelle scuole marchigiane sembra migliorata: l’assessore Giorgia Latini ieri in consiglio regionale ha parlato di una diminuzione delle classi in Dad dal 20% al 12% del totale.

Il ritardo
Una circolazione virale così intensa nella fascia tra i 6 e i 10 anni è legata a una copertura vaccinale ancora largamente incompleta in età pediatrica. Secondo uno studio della Fondazione Gimbe, diffuso giovedì scorso, nella fascia d’età 5-11 anni ha completato il ciclo vaccinale solo il 4,8% dei bambini marchigiani (la media italiana è del 9,1%) a cui va aggiunto poi un ulteriore 11,6% (media italiana 20,3%) solo con prima dose. Come dato complessivo le Marche sono in linea con il trend nazionale, con il 78,5% della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale (media italiana all’80,1%) più un ulteriore 3% (4,1% in Italia) solo con prima dose, mentre il tasso di copertura con dose booster è del 79,4%, superiore alla media italiana (78,8%).

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