Il Covid frena ma non abbastanza: zona bianca più lontana per le Marche. Un anno fa zero contagi

Giovedì 27 Maggio 2021 di Lorenzo Sconocchini
Il Covid frena ma non abbastanza: zona bianca più lontana per le Marche. Un anno fa zero contagi

ANCONA -  Segnatevi questo numero, 75, e andate a confrontarlo con quello dei nuovi positivi al Sars-Cov-2 che sarà divulgato stamattina dai bollettini online della Regione Marche. Se i contagi di giornata saranno più di 75 (com’è probabile, visto che la media regionale dell’ultima settimana è di 127) le Marche si presenteranno al monitoraggio di domani, quello che assegna i colori alle Regioni, con più di 750 nuovi casi e un’incidenza settimanale superiore a quello per la zona bianca, 50 ogni 100mila residenti.

Mascherine e distanze ma con la zona bianca sparisce il coprifuoco. Ecco cosa dice l'accordo tra ministero e Regioni

 

Troppi per un cambio di colore. Ieri, con 132 nuovi casi emersi da 1.518 tamponi molecolari (l’8,7%) le Marche viaggiavano a un’incidenza di 59,2, casi per 100mila abitanti, sesto peggior risultato d’Italia. L’epidemia per altro viaggia a velocità differenti sul territorio: le province di Ancona e Fermo hanno un’incidenza intorno a 30, Pesaro Urbino tocca ancora gli 80, Ascoli Piceno ci si avvicina, Macerata è a 59. L’epidemia frena, insomma, ma non ancora abbastanza.
Se i bollettini odierni segnaleranno più di 75 casi nelle Marche, saremmo infatti ancora sopra la soglia di circolazione virale richiesta per poter passare - dopo tre settimane consecutive con il parametro in regola - dalla zona gialla a quella bianca, con il minimo di restrizioni. Nel caso, bisognerebbe aspettare almeno fino al 21 giugno prima di scolorire. Ma le differenze ormai sono sempre più sfumate, visto che proprio ieri le Regioni hanno concordato con il Governo, per non vanificare gli sforzi del post lockdown, di prevedere una zona bianca rinforzata anche per le regioni ad incidenza di casi più bassa. Resterebbe in vigore il coprifuoco, anche se dalla mezzanotte, insieme ad altre misure di contenimento dei contagi come il divieto di radunarsi in piedi davanti a bar e locali aperti. E sul tavolo della cabina di regia c’è anche la possibilità di accorciare il periodo di tre settimane con incidenza under 50 richiesto al momento per passare in zona bianca.
Il monitoraggio
Insomma, poco cambierebbe per la nostra Regione scendere sotto i 50 casi ogni 100mila residenti già con il monitoraggio che si chiude oggi (l’incidenza si calcola dal venerdì al giovedì precedente al report) o aspettare il prossimo, a parte forse qualche ricaduta d’immagine da spendersi nelle prenotazioni turistiche last minute. Soprattutto, in ogni caso, sarà necessario essere prudenti, usare la mascherina e non radunarsi in troppi. Perché se il virus circola di meno (i casi nelle ultime due settimane si sono quasi dimezzati, passando da una media giornaliera di 220 nella seconda di maggio a 127 nell’ultima) comunque ancora si diffonde ed è capace di contagiare, a differenza di un anno fa. Il 26 maggio 2020, per la prima volta dal paziente-0 emerso quattro mesi prima nel comune pesarese di Vallefoglia, le Marche toccavano quota zero nella casella dei nuovi casi positivi, un appiattimento della curva destinato a consolidarsi nelle settimane successive.
Adesso la situazione è molto diversa, come s’intuisce mettendo a confronto i grafici con i casi positivi giornalieri a un anno di distanza. Nel maggio 2020, prima di toccare il livello zero, i contagi settimanali erano stati 43, praticamente 6 al giorno. Adesso chiudiamo una settimana a 889 contagi, venti volte tanto. 
Virus più appiccicoso
Colpa della variante inglese, dominante da febbraio, che ha aumentato di molto la capacità del virus di trasmettersi. Ma anche merito di una diagnostica più spinta, che adesso - a differenza di un anno fa - fa emergere molto di più i casi asintomatici. Nell’ultima settimana nelle Marche si sono sottoposte a tampone molecolare per diagnosi quasi 8.500 persone, a cui si sommano 6-700 test antigenici rapidi al giorno. Nella stessa settimana del 2020 i tamponi del percorso diagnostici erano stati meno di seimila e non c’erano ancora i test rapidi. 
I sintomatici
Il virus circola molto di più, ma i casi sintomatici gravi sono in proporzione più rari, come dimostra il confronto tra i ricoveri per Covid di fine maggio 2020 e quelli di adesso. Un anno fa, nonostante una media di appena 6 contagi al giorno, il 26 maggio nelle Marche erano ricoverati per Covid 107 pazienti, 13 dei quali in terapia intensiva. Adesso, con una circolazione virale venti volte superiore, i ricoveri per Coronavirus non sono neanche il doppio: 174 in tutto, 34 in terapia intensiva. Motivo? Si sente l’effetto del vaccino, che ha già protetto la stragrande maggioranza dei soggetti più a rischio, oltre l’85% degli over 80. Anche la curva dei decessi si mantiene su un livello non troppo elevato rispetto a un anno fa: con il bollettino di ieri (un decesso), l’ultima settimana si è chiusa con 13 vittime. Un anno fa, negli stessi giorni, c’erano stati 9 decessi correlati all’epidemia. 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 22:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA