Mascherine e distanze ma con la zona bianca sparisce il coprifuoco. Ecco cosa dice l'accordo tra ministero e Regioni

Giovedì 27 Maggio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Il laboratorio di virologia dell'Azienda Ospedali Riuniti

ANCONA - «Aspirare alla zona bianca significa che c’è un miglioramento della situazione pandemica rispetto a una classificazione che da mesi e mesi ci vede tra gialla arancione, gialla, arancione e rossa. Ma questo non avverrà nell’immediato». Il governatore Francesco Acquaroli ci va cauto: anche se le Marche continuano a registrare un calo quotidiano nei contagi e nei ricoveri, ancora non è stata raggiunta la soglia dei 50 casi su 100mila abitanti che determinerebbe il passaggio nella fascia più bassa.

Il Covid frena ma non abbastanza: zona bianca più lontana per le Marche. Un anno fa zero contagi

 

Ma poi ipotizza: «La settimana prossima potrebbe essere quella in cui raggiungiamo i numeri della zona bianca fatto sempre salvo un trend tutto da scrivere. Basta un focolaio per ribaltare la situazione: più i numeri sono piccoli, più una singola situazione rischia di compromettere il tutto». 


La decisione
Al di là dei numeri - che fino ad oggi vedrebbero passare in bianco le Marche non prima del 14 giugno, se non il 21 - quella di ieri è stata la giornata dei governatori e dell’accordo con il ministero della Salute, durante la quale si è condivisa una linea di azione per le zone bianche che sarà poi recepita in una prossima ordinanza del ministro Speranza. La proposta condivisa prevede che - fermi restando i criteri base della prevenzione, mascherine, distanziamento, areazione e sanificazione luoghi chiusi -, una volta che una Regione entri nella zona bianca, sia superato subito il coprifuoco (senza attendere il 21 giugno) e si possano anticipare le riaperture delle attività economiche e sociali per le quali il decreto in vigore dispone la ripresa in un momento successivo. Unico dubbio, le discoteche.

In vista dell’estate invece le Regioni chiedono invece che sia possibile l’apertura dei locali da ballo, ma soltanto facendo accedere chi è in possesso di green pass. In questo modo si andrebbe a seguire lo stesso protocollo che è stato già autorizzato per i banchetti delle cerimonie civili, ma attualmente non si è trovato un punto d’incontro su questo settore che dopo la prima fase pandemica non ha più riaperto. 


Vaccini e contagi
La corsa verso la quasi normalità in tutto il Paese entro la fine di giugno è partita, spinta anche dell’arrivo di 8 milioni e mezzo di dosi entro fine maggio, che completeranno la tranche dei 17 milioni previsti per questo mese. Su questo fronte, la nuova proposta dei governatori lanciata al Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo, è di «garantire dosi a chi va in vacanza fuori regione per periodi lunghi, almeno dalle tre settimane in su». Ma sul tavolo della Conferenza delle Regioni è approdata anche l’ipotesi di una zona bianca rafforzata con coprifuoco dalle 24 e altre misure anti-assembramento sulla movida, come l’obbligo di consumare solo seduti ai tavolini di bar e ristoranti all’aperto senza sostare in piedi davanti ai locali.

Questo in caso di un aumento dell’incidenza dei contagi che superi i 50 ogni 100mila abitanti che imporrebbe il ritorno in zona gialla con un pit stop di tre settimane. Nel frattempo Scende ancora il numero di persone positive al Covid ricoverate 9 nelle Marche: ieri erano 174 (-13) in virtù della diminuzione di degenti in Terapia intensiva (34; -2), Semintensiva (54 (-7) e nei reparti non intensivi (86; -4). Una persona è deceduta a causa del virus: si tratta di una 91enne di Fano con patologie pregresse. Il totale regionale delle vittime della pandemia sale a 3.011. A livello provinciale sono 977 i decessi nel Pesarese, tra le prime e più colpite in Italia in particolare nella prima ondata della primavera 2020, e 963 alla provincia di Ancona. Seguono Macerata (508), Fermo (287) e Ascoli Piceno (243).

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 22:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA