Dal Pakistan all'Hotel House: il viaggio dei venditori di rose e i 10 positivi al Coronavirus

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Maria Teresa Bianciardi
Dal Pakistan all'Hotel House: il viaggio dei venditori di rose e i 10 positivi al Coronavirus

PORTO RECANATI - Adesso c’è un focolaio da tenere sotto stretto controllo in quella polveriera multietnica che è da sempre - per un motivo o per un altro - l’Hotel House di Porto Recanati.

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È presidiato di giorno dai volontari della Protezione civile e di notte dalle forze dell’ordine, con blitz estemporanei per verificare il rispetto della quarantena: il palazzone di 16 piani rifugio preferito di clandestini, sbandati e spacciatori che si confondono tra i residenti regolari fino all’altro ieri contava 10 casi di Coronavirus. Tutti pachistani, conferma il sindaco Roberto Mozzicafreddo, che vivono all’interno del maxi condominio. 
 

Dal 12 giugno, giorno in cui sono stati evidenziati i primi due test positivi, tutta l’area si è trasformata in una zona ad alto rischio sanitario. Perché se da una parte è stata individuata l’origine del contagio, dall’altra si sta cercando di fare il possibile affinché il virus non esca da via Salvo d’Acquisto, andando a ritroso con gli spostamenti ed i contatti, intercettando tutte le persone potenzialmente infette. Una caccia ai fantasmi che popolano l’Hotel House, venditori di rose e ambulanti irregolari che come ogni estate ritornano sul lungomare o nelle vie più affollate della costa per poi trovare rifugio negli appartamenti sequestrati o in qualche anfratto lontano da occhi indiscreti. La riapertura delle frontiere potrebbe avere favorito il ritorno dei clandestini a Porto Recanati, da una zona ancora in piena pandemia come è attualmente il Pakistan che conta 187mila contagiati con casi in aumento. «Probabilmente l’allentamento delle misure ha contribuito a far accendere il focolaio - conferma il sindaco Mozzicafreddo - ma stiamo facendo il possibile per contenere questa situazione. A Porto Recanati poi vedo con soddisfazione che i locali non fanno entrare i venditori di rose, rispettando con rigore le norme anti Covid. Nelle nostre spiagge invece i Vù cumprà sono praticamente scomparsi da tempo, grazie ad un azione di prevenzione portata avanti stagione dopo stagione». Intanto il Gores, assieme ad Asur, Prefettura di Macerata, Provincia e Comune, ha deciso di far scattare l’operazione tamponi a tappeto - ma su base volontaria - per cercare di individuare le persone contagiate ed attivare tutte le misure di contenimento possibili, compresa la quarantena. 

«Sono stati già effettuati quasi 900 tamponi su un totale di 1.309 residenti - ha sottolineato il primo cittadino - e la situazione è sotto controllo. A questo numero inoltre vanno aggiunti i tamponi effettuati privatamente da alcune aziende per i loro dipendenti, tutti risultati negativi al virus». È stato anche ricostruito tutto il percorso dei primi due contagiati, immigrati pachistani che abitano nello stesso appartamento: gli esperti sono così riusciti a collegare un cluster nel comune maceratese di Morrovalle, mettendo in isolamento quattro persone.

Nel frattempo all’Hotel House si vigila sugli immigrati in quarantena a cui è stato assicurato un servizio di assistenza giornaliera comprese le derrate alimentari e l’acqua. «I volontari della protezione civile consegnano i pacchi - spiega il primo cittadino - mentre 2 infermieri ed un medico provvedono ad effettuare i tamponi a chi richiede il servizio». Ai residenti è stato anche consegnato un kit con i presidi necessari per proteggersi in caso di assembramenti e nei negozi attorno allo stabile i commercianti servono con guanti e mascherine.

«Abbiamo fatto di tutto affinché la situazione fosse circoscritta e confido nei controlli continui delle forze dell’ordine che giornalmente mi informano sul risultato dei controlli sulle persone infette. Fino a questo momento hanno rispettato la quarantena. La percentuale dei positivi sulla popolazione esaminata è oggi pari all’ 1,1 %. Considerando che si tratta di uno screening, il dato è di grande tranquillità. Tra una settimana i positivi cominceranno ad essere sottoposti ai tamponi di controllo e ci auguriamo che possano presto negativizzarsi tutti».

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