Matteo Salvini: «Ricostruzione e infrastrutture, modello Genova per le Marche»

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Lolita Falconi
Matteo Salvini: «Ricostruzione e infrastrutture, modello Genova per le Marche»

Senatore Matteo Salvini, Meloni aveva scelto Acquaroli mesi fa. Come mai avete aspettato tanto a dare l’ok? Non eravate sicuri fosse la persona giusta?
«Il problema non è mai stato personale. Si vota in sei regioni e centinaia di Comuni, serviva un equilibrio che ora abbiamo trovato. Devo dire che come Lega, molto umilmente, siamo stati determinanti. Altrimenti, come anni fa, ci sarebbero state corse separate. Noi, pur essendo ovunque il primo partito, abbiamo dato spazio agli alleati pur di mandare a casa la sinistra. E di questo sono soddisfatto». 

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Come Lega vi rifarete con i Comuni...
«Sì, puntiamo a esprimere candidati a Macerata, Fermo e anche su Senigallia siamo al lavoro. Saremo molto presenti».
Che tempi vi date per la scelta dei candidati sindaci?
«Io conto di essere al fianco dei candidati già sabato quando sarò nelle Marche. Prima si parte meglio è».
 
Si è molto parlato di Bacci e Ciarapica come possibile candidati governatore. Restano comunque in campo per le Regionali?
«Sono degli ottimi amministratori e penso che saranno una risorsa per le Marche. Non voglio affrettare analisi. Ho chiesto alla Lega delle Marche di aprirsi e di coinvolgere quanta più società civile possibile. Mi piacerebbe avere non uno ma più sindaci candidati con la Lega».
Quindi saranno in campo?
«Per governare una Regione servono alcune centinaia di persone in gamba, non servono soltanto il governatore con gli assessori. Per me i sindaci sono sempre i primi da coinvolgere. Sempre. E sia Jesi che Civitanova sono due ottime amministrazioni».
Lei è stato più volte nelle Marche. Che idea si è fatto?
«Ha un tessuto produttivo e imprenditoriale tra i più avanzati d’Italia. Se dico Marche penso alla calzatura e alla moda e penso al mobile. Ogni volta che sono andato in fiera a Milano passavo la metà del tempo con imprenditori marchigiani che in questo momento si sentono abbandonati dallo Stato più di tanti altri». 
Perché?
«Sono stato da voi due settimane fa. Sa cosa mi hanno raccontato gli imprenditori? Che nessuno è riuscito ad avere prestiti dalle banche. Quindi le Marche stanno soffrendo più di altre regioni perché non è una zona da reddito di cittadinanza o da assistenza. E la Regione può fare molto per aiutare il tessuto economico». 
Le Marche sono tra le regioni peggio collegate d’Italia a Milano e Roma. La Lega e Salvini cosa possono concretamente garantire?
«Riapertura di cantieri azzerando il codice degli appalti sul modello Genova. Una Lega al governo come prima cosa azzera il codice degli appalti e accelera i cantieri».
La Lega nelle Marche è passata da un commissario all’altro. Come mai non si riesce ad avere un segretario marchigiano? C’è un problema di classe dirigente?
«No, la stessa cosa abbiamo in Emilia piuttosto che in Sardegna. In fase elettorale, e con una Lega che i sondaggi danno sopra al 30 per cento, voglio un arbitro esterno come in Toscana. Così almeno non ci sono gelosie tra marchigiani. Poi il 22 settembre, a partita finita, una volta vinto, magari si autogestiranno. Ho bisogno che ci sia massima tranquillità». 
Quindi Marchetti...
«Marchetti è umbro. Io sono scaramantico, in Umbria si è vinto dopo 50 anni di Pd e di sinistra. Vogliamo fare altrettanto nelle Marche». 
Ma con Arrigoni cosa è successo?
«Domani (oggi, ndr.) presento i dipartimenti a Roma e Arrigoni sarà capo dipartimento del settore energia. Paolo dovrà girare l’Italia: per le Marche avevo bisogno di una persona che stia lì fissa».
Capitolo terremoto. Ricostruzione quasi ferma ancora...
«Si è passati di commissario in commissario senza soluzioni positive. È una ferita ancora aperta. Per questo mi piacerebbe mandare in Regione qualche amministratore locale delle zone colpite. La Regione ha un ruolo fondamentale nella fase di ricostruzione. Dal 22 settembre bisognerà accelerare».
Sì ma come? 
«Modello Genova anche qui, dando da subito poteri straordinari ai sindaci. Fosse per me darei, in generale, il doppio dei poteri ai sindaci da tutti i punti di vista».
Il centrosinistra nelle Marche ha chiuso tanti piccoli ospedali. Lei è per accentrare o piccolo è ancora bello?
«La chiusura dei piccoli ospedali è una delle principali lamentele che mi arrivano dal territorio. Noi, come Lega, presenteremo un piano di riforma sanitaria senza promettere miracoli. Ma alcuni presidi chiusi siamo convinti possano essere riaperti: sarà una nostra priorità. È quello che stiamo facendo nella confinante Umbria: anche lì erano state chiuse tante strutture. Già alcune sono in fase di riapertura».

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