Via libera ai tamponi rapidi con la risposta in 12 minuti: delibera e accordo con le farmacie

Martedì 20 Ottobre 2020 di Andrea Taffi
Via libera ai tamponi rapidi con la risposta in 12 minuti: delibera e accordo con le farmacie

ANCONA - Lo chiamano tampone rapido. Perché con un elevato grado di attendibilità in soli 12 minuti è in grado di rivelare se una persona è positiva al virus SarsCov2, quale sia la sua carica virale - così da identificare subito i pazienti maggiormente infettivi - e se abbia sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus.

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È la novità che la prima giunta ufficiale della Regione di Francesco Acquaroli dovrebbe aver varato ieri pomeriggio nel quadro di un accordo con l’ordine dei farmacisti. 

 

La sosta e l’aggiornamento
Dovrebbe, perché alla fine del consiglio terminato intorno alle 13 c’è stata una brevissima maggioranza. Poi dopo pranzo era annunciata la prima riunione dell’esecutivo. Ma da quello che è filtrato dai corridoi del settimo piano pare ci sia stato un aggiornamento intorno alle 20. Staccati i cellulari dell’assessore Saltamartini, della manager Di Furia e quello della d.g. Asur Storti bisogna andare avanti per deduzione. Già da domenica Saltamartini in conferenza Stato-Regioni aveva chiesto di poter inserire la possibilità di realizzare il tampone rapido in farmacia. Senza la ricetta del medico.
Si fa tutto in farmacia
Proposta bocciata dai tecnici di Palazzo Chigi: nel testo finale del dpcm l’opzione non compare. Ma anche all’uscita dall’aula, ieri mattina, Saltamartini era orientato ad andare avanti in solitaria. Il test è semplice: inizia e finisce in farmacia. L’operatore sanitario preleva il campione dal paziente con un tampone nasofaringeo e lo inserisce all’interno della piattaforma fornita dal kit che, in caso di infezione, rileverà la presenza dell’antigene tramite una reazione biochimica che mostrerà dopo circa 12/15 minuti un segnale fluorescente. 
La sensibilità elevata
Questo segnale ha un grado di sensibilità elevato che permette non solo di rilevare l’eventuale presenza del virus, ma anche di fornire una indicazione della carica virale. Il risultato positivo deve poi essere inserito nel percorso canonico che porta al medico di base e/o al dipartimento di prevenzione e si conclude con il tampone molecolare, quello ufficiale. L’obiettivo della giunta segue la direzione indicata da Acquaroli ieri durante il suo intervento programmatico: «Il virus è sotto controllo» ha detto il presidente della Regione, anche se «il numero dei contagi negli ultimi giorni cresce in maniera importante ma sono per la maggior parte asintomatici». Secondo la Regione, pertanto, bisogna aumentare gli strumenti per dare la caccia agli asintomatici.
Ombre sul Covid Hospital
A margine del consiglio, l’assessore alla Sanità, Saltamartini aveva invece prospettato qualche ombra sull’utilizzo del Covid Hospital di Civitanova: «Dai report delle aziende sanitarie emerge che non c’è personale da inviare a Civitanova e se fosse inviato lì finirebbe per sguarnire gli altri presidi. Bisognerà vedere come allargare il numero di medici e infermieri. Il tampone rapido? È un servizio molto richiesto dai cittadini».

 

Ultimo aggiornamento: 14:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA