Cattedre a due metri e niente mascherina durante le spiegazioni/ Scuola, tutte le regole per la ripartenza

Cattedre a due metri e niente mascherina durante le spiegazioni/ Scuola, tutte le regole per la ripartenza
Cattedre a due metri e niente mascherina durante le spiegazioni/ Scuola, tutte le regole per la ripartenza
di Maria Teresa Bianciardi
5 Minuti di Lettura
Martedì 1 Settembre 2020, 09:22

ANCONA - Tornare a scuola ma con i dovuti accorgimenti, anche se non è semplice avere tutta la situazione sotto controllo. Troppe variabili, troppe situazioni differenti, troppe problematiche che gli studenti - e gli insegnanti - portano ogni giorno in classe. Quindi adesso il Comitato tecnico scientifico ha fissato le regole generali per la riapertura delle scuole in sicurezza che organizza l’utilizzo delle mascherine (trasparenti per i docenti?), il distanziamento della cattedra per le spiegazioni e le interrogazioni senza l’uso del dispositivo di protezione. E se l’insegnante dovrà avvicinarsi all’alunno in difficoltà dovrà necessariamente indossare la mascherina (lo studente no) e infine disinfettarsi le mani. Niente protezione - ma non è detta l’ultima parola - per l’ora di educazione fisica dove ovviamente sono messi al bando gli sport da contatto.

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MANTENERE LE DISTANZE
Almeno due metri di distanza tra la cattedra e il primo banco: per il Comitato tecnico scientifico questa è la misura che consentirà agli insegnanti di spiegare la lezione senza essere costretti ad utilizzare la mascherina. Una soluzione che fa tirare un sospiro di sollievo agli insegnanti, altrimenti costretti a sgolarsi per superare la barriera del dispositivo e fare in modo che anche gli alunni finiti in fondo all’aula possano ascoltare senza problemi e seguire la lezione con facilità.
 LE REGOLE PER I DOCENTI
Solo quando non sarà possibile rispettare il distanziamento previsto dalle norme anti Covid. Sarà per esempio obbligatoria indossare la mascherina se un piccolo studente chiede aiuto al banco, oppure ha una crisi di pianto. L’insegnante si dovrà avvicinare con la protezione (il bambino non dovrà indossarla) e risolvere il problema che si è verificato. Terminato, tornerà alla cattedra ma dovrà igienizzare le mani. Allo studio l’ipotesi di utilizzare mascherine trasparenti.

LE NORME PER GLI STUDENTI
I bimbi fino da 0 a 6 anni non dovranno indossare la mascherina ai nidi o alla materna (gli operatori sì). Tutti gli altri studenti dovranno indossarla solo all’entrata e all’uscita da scuola, durante la ricreazione (quando non si mangia), in classe mascherina giù se si rimane seduti e in tutte quelle situazioni in cui è possibile mantenere il distanziamento sociale. Fondamentale la disinfezione delle mani, che resta una delle armi più importanti per contrastare il contagio da Coronavirus.

L’EDUCAZIONE FISICA

Anche nelle Marche, l’indicazione è quella di svolgere l’ora di educazione fisica in spazi esterni, evitando gli sport da contatto. Sono ammessi invece tutti gli esercizi che si effettuano distanziati: in questo caso non sarà necessario l’utilizzo della mascherina. In caso contrario, il Comitato tecnico scientifico la consiglia. Fondamentale sarà anche non effettuare esercizi particolarmente impegnativi perché potrebbero scatenare colpi di tosse nei ragazzi e quindi lanciare le goccioline di saliva distante. 

I PEDIATRI FAVOREVOLI
Distanziamento, mascherine e igiene sono i tre pilastri su cui poggia la riapertura della scuola il 14 settebre. Lo ha sottolineato Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico (Cts). «Il distanziamento è fondamentale, ci siamo adeguati alle indicazioni dell’Oms che cita il metro come minimo. È importante sottolineare che la Società italiana di pediatria dichiara che non esiste anche per bambini piccoli un problema nel vestire la mascherina, non è dannosa».

INTERROGAZIONE IN LIBERTÁ
Tra i momenti più delicati dove è necessario utilizzare tutte le cautele del caso, c’è anche quello dell’interrogazione. Le indicazioni del Comitato tecnico scientifico è che la mascherina non debba essere indossata, mantenendo ovviamente il distanziamento tra docente e alunno. Ci saranno dei momenti del contesto locale e specifico che saranno di volta in volta valutati. Come l’uso o non uso della mascherina per una ragazzo o una ragazza non udente, con difficoltà neurologiche o psicologiche.

TEMPERATURA A CASA
Bisogna evitare che lo studente esca di casa con la febbre. Quindi l’indicazione è quella di misurare la temperatura prima di uscire per andare a scuola. Anche perché utilizzando un normale termoscanner - non uno di ultima generazione che costa molti soldi - in media si impiegano 5 secondi per misurare la temperature di ogni ragazzo che entra a scuola: davanti ad un istituto con mille iscritti, si impiegherebbero 83 minuti, con code e assembramenti che devono essere evitati.

IL RISCHIO DEL RINVIO
Secondo il Comitato tecnico scientifico con l’andamento attuale dell’epidemia non c’è il rischio di un rinvio della riapertura delle scuole (nelle Marche il trend è inferiore alla media italiana). «Se invece dovesse esserci un incremento dei casi più accentuato - spiega il Cts - dovremmo fare delle valutazioni qualche giorno prima, attorno al 10 o l’11 settembre. Magari potrà essere necessario essere prudenti nelle aree in cui dovesse esserci un’impennata di casi. Ma oggi la riapertura delle scuole è sostenibile».

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