Virus, solo un test positivo su 30. Ospedali Covid, liberati 357 posti

Coronavirus, la tendenza migliora ma è sempre emergenza
Coronavirus, la tendenza migliora ma è sempre emergenza
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Giovedì 23 Aprile 2020, 05:20

ANCONA -  Pescate a caso una carta tra 28 mazzi da 52, avrete una probabilità su 30 di trovare quella sbagliata. Ecco la situazione - solo dal punto di vista statistico, perché la realtà non ha nulla a che vedere con il gioco - di chi si sottopone a tampone per il Covid-19 nelle Marche in questa fase di frenata dell’epidemia. Solo il 3,2% dei test, uno su 30 appunto, è risultato positivo nelle analisi eseguite martedì su un lotto senza precedenti per volume, ben 1.453 test. I contagi nella nostra regione si avviano verso quota 6mila dall’inizio dell’emergenza, con il primo caso di Coronavirus accertato in provincia di Pesaro il 25 febbraio. I positivi sono in tutto 5.924 su 30.543 soggetti diagnosticati con il test, mentre il numero dei tamponi, compresi quelli ripetuti sulla stessa persona, supera ormai i 46mila. 

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Il bollettino del Gores sui contagi propone numeri davvero incoraggianti, con un aumento giornaliero di casi appena dello 0,8%, il più basso di tutta la serie. Un mese fa, per far capire l’effetto delle misure di contenimento che ci costringono in casa, l’indice di crescita dell’infezione nelle Marche era stato del 12,4%, dato del 21 marzo, quando su 651 tamponi esaminati ne uscirono positivi 268, in pratica 4 ogni 10. La curva dell’epidemia nelle Marche si sta appiattendo sempre più, disegnando un pianoro e rendendo molto credibili le proiezioni statistiche che stimano la data di quasi azzeramento dei contagi in tutta la regione tra la metà e la fine di maggio. Sempre a patto che anche dopo il termine del lockdown si adottino precauzioni, dalle mascherine alle distanze minime di sicurezza. 

Le province a sud sono già molto avanti rispetto a queste proiezioni su base regionale: Ascoli Piceno, dopo quattro giorni a quota zero, ieri ha avuto appena due casi positivi ed è a 273 infetti su circa 206mila residenti e anche nel Fermano (4 nuovi contagi e 399 totali) gli incrementi sono bassissimi.
Per questo il primo cittadino di Ascoli Marco Fioravanti e altri 14 sindaci del Piceno, temendo un rilascio del lockdown differenziato per regioni, hanno scritto una lettera al premier Giuseppe Conte per sollecitare in ogni caso la fine della serrata il 4 maggio in tutta la provincia di Ascoli Piceno. «Fondamentale - scrivono escludendo motivazioni campanilistiche - che il nostro territorio, il meno colpito dall’emergenza di tutte le Marche, possa ripartire insieme a tutte le altre regioni che hanno limitato e contenuto il numero dei contagi». 
Marche spaccate a metà nella fase 2 dell’emergenza? I numeri non sembrano alimentare un simile rischio, anche se i nuovi casi sono concentrati soprattutto in tre province: Macerata, ieri +14, è a 946, Pesaro continua a salire a una media dello 0,8% (+19, per un totale di 2.366) mentre ha decisamente frenato Ancona (solo 4 positivi e 1.764 totali), che come Macerata nell’ultima settimana aveva una media di crescita intorno allo 0,9%. 


La tendenza - a parte qualche oscillazione dovuta a contingenze giornaliere - è confermata generalmente al ribasso e tutte le Marche, non solo Fermano e Piceno, hanno ottime chance per presentarsi alla ripartenza del 4 maggio con le carte in regola. Basta vedere il confronto con le medie nazionali. Ieri le Marche spiccavano non solo per la progressione più lenta del virus rispetto al trend complessivo italiano (+0,8% di contagi contro 1,8%), ma soprattutto per il calo delle presenze ospedaliere. I ricoverati Covid-19 nella nostra regione sono scesi in 24 ore da 862 a 811 (-5,9% contro una media nazionale di -1,4%) e rispetto al picco di 1.168 ricoveri del 29 marzo, ora sono occupati 357 letti in meno. Calano anche i pazienti delle terapie intensive (76, dopo un picco di 169) mentre aumentano ancora i dimessi e guariti, ieri a 1.849, con altri 24 decorsi favorevoli. Anche se le Marche sono più lente della media con dimissioni e guarigioni (+1,3%, inferiore al dato nazionale ieri al 5,7%), il numero di chi ha vinto la malattia è sempre il doppio dei ricoverati.


Trend in calo anche per i decessi: ieri purtroppo altri 12, per un totale di 857 vittime. Da qualche giorno nelle Marche l’incremento delle vittime è tra l’1,3 e l’1,4%, contro una media nazionale dell’1,8. Proprio per questi dati oggettivi il governatore Ceriscioli sta cercando di far correggere all’Osservatorio sulla Salute nelle regioni le sue stime, ritenute lontane dalla realtà, secondo cui le Marche avrebbero l’azzeramento dei contagi non prima del 27 giugno, penultima in Italia, subito prima della Lombardia. Il Piemonte, che per l’Osservatorio dovrebbe uscirne 40 giorni prima delle Marche, ieri registrava un aumento di contagi del 3,6%, oltre il quadruplo delle Marche.

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