Dallo sport dilettantistico alle scuole fino ai cinema: cosa si può fare e cosa no con il nuovo decreto Covid

Martedì 20 Ottobre 2020 di Andrea Taffi
Dallo sport dilettantistico alle scuole: cosa si può fare e cosa no con il nuovo decreto Covid

ANCONA - La firma è avvenuta nella notte dopo la conferenza stampa del primo ministro Giuseppe Conte ieri sera alle 21.30. A 5 giorni dal decreto del 13 ottobre, il governo ha voluto dare un nuovo giro di vite sulle restrizioni a fronte dell’aumento dei contagi.

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I principi adottati seguono principalmente la salvaguardia delle attività economiche e la continuità ai servizi di educazione delle scuole inferiori e quelle dell’infanzia.

 

Ha fatto discutere molto il tentativo di rendere ancor più flessibile l’istruzione superiore che è collegata all’affollamento del trasporto pubblico locale negli orari di punta (intorno alle 8 per l’entrata e tra le 13 e le 14 per l’uscita). Ma ci sono grandi difficoltà per i dirigenti scolastici nel riorganizzare la didattica e il lavoro degli assistenti su uno spazio lavorativo che dalle 8 alle 14 si potrebbe allungare dalle 9 fino alle 17 (come molti istituti stanno già sperimentando).

SCUOLA
Si entra dopo le 9. Manca il personale, l’incognita dei bus
Èla misura che ha generato più confusione. Alle superiori sì alla didattica a distanza alternata però a quella in presenza. La bozza spiega che si può modulare «la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e con ingresso in ogni caso non prima delle 9». Le disposizioni valgono da domani.
Per quanto riguarda l’attività didattica per il primo ciclo di istruzione per i servizi all’infanzia continuerà a svolgersi in presenza.

LE UNIVERSITÀ
Lezioni a distanza. La decisione finale spetta agli atenei
Le università predispongono, in base all’andamento del quadro, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria ed, in ogni caso, nel rispetto delle linee guida del ministero.
Molti atenei hanno già avviato i corsi alternando lezioni in presenza e in video: possibile lo spostamento al digitale.

LO SPORT
Ok ai tornei federali, ma ora chi si prende la responsabilità?
Sì all’attività sportiva e motoria all’aperto. Sono vietati del tutto gli sport di contatto svolti a livello amatoriale, e le gare dilettantistiche in ambito provinciale. Avanti i campionati federali fino alla seconda categoria di calcio. Anche se nelle Marche c’è un rimpallo tra Figc Marche e Coni su chi debba prendersi la responsabilità di avviare i campionati in partenza il prossimo week end.
Sono consentiti gli allenamenti individuali e training con i compagni di squadra evitando però qualsiasi tipo di contatto. 

IL WELLNESS
Palestre e piscine salve: una settimana per vedere come va
L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati sono consentite nel rispetto del distanziamento e senza alcun assembramento, in conformità con gli indirizzi emanati dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medici sportivi, salvi ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni.
Il presidente Conte ha specificato che le palestre debbano adeguarsi entro sette giorni alle misure prescritte. 

I LOCALI
Consumo al tavolo? Si chiude alle 24. Altrimenti alle 18
È attività dei servizi di ristorazione sono consentite dalle 5 sino alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo. Sì alla ristorazione con consegna a domicilio e la ristorazione con asporto. Gli esercenti devono esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse.
Restano aperti gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante delle autostrade.

LE PIAZZE DA CHIUDERE
Dopo le 21 off limits le vie con i locali: decidono i Comuni
Il Dpcm affidava nella bozza poteri speciali ai primi cittadini per chiudere dopo le 21 strade e piazze nei centri urbani se a rischio assembramento. Nel testo finale sparisce la parola «sindaci» trasformandosi invece in possibilità («Può essere disposta la chiusura al pubblico»). Insieme ai sindaci possono decidere anche prefetto e presidenti di Regione.
È l’articolo 1 comma 2 del decreto 13/10 che disciplina la gestione di orari e spazi per la somministrazione di bevande e cibo nei centri urbani.

FIERE, SALE SLOT E SPETTACOLI
Si gioca fino alle 21. Cinema aperti. Stop ai congressi
Cinema e teatri restano aperti (capienza massima 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e 200 invece luoghi chiusi, per ogni singola sala). Sale giochi e scommesse avranno come orario fisso 8-21. Sono vietate le sagre e le fiere di comunità, stop ai congressi. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale.
Sospesi i convegni ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; cerimonie pubbliche nel rispetto dei protocolli.

LA CAPIENZA
Per gli impianti al massimo 200 spettatori
Nell’articolo 1 comma 6 si fa riferimento esplicito alla possibilità di ospitare pubblico agli eventi sportivi di interesse nazionale o regionale: percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza massima e comunque non oltre i 1000 spettatori all’aperto e 200 negli impianti al chiuso rispettando le norme su distanziamento e aerazione.
Chi ospiterà pubblico dovrà garantire l misurazione della febbre e assegnazione dei posti (distanza di un metro laterale e frontale).

SERVIZI ALLA PERSONA
Barbieri, estetiste e parrucchieri: continua l’attività
Per il momento i negozi di parrucchiere e i centri estetici resteranno fuori dalle misure che porteranno nuove regole per gli esercizi commerciali. Inizialmente si era ipotizzata la chiusura totale per queste attività, ma il governo ha scelto di non imporre limitazioni. Non ci sono evidenze scientifiche di focolai negli esercizi dove vengono erogati servizi alla persona.
I servizi alla persona dovranno rigorosamente seguire i protocolli ufficializzati da Palazzo Chigi d’accordo con le regioni.

IL LAVORO
Innalzare la quota di smart working (ma senza soglie)
Nelle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è raccomandato anche nelle aziende private svolgere anche le riunioni in modalità a distanza. Il decreto contiene anche indicazioni per innalzare lo smart working nella pubblica amministrazione. 
Non ci sono soglie per lo smart working: rispetto alle indicazioni della vigilia (75% a casa), il governo lascia margine discrezionale. 

 

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