L’assessore alla Sanità Saltamartini cita una ricerca negli Usa sull’intelligenza: «Le macchine generano vita, magari pure teste più grandi»

Venerdì 6 Maggio 2022 di Martina Marinangeli
Filippo Saltamartini in conferenza stampa

ANCONA - «La scienza medica ha dimostrato che la vita può essere creata tramite macchine, non necessariamente da un uomo ed una donna». Inizia così la parte finale dell’intervento dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, nell’ambito della conferenza stampa, ieri a Palazzo Raffaello, per il traguardo delle 100 donazioni di cellule staminali emopoietiche tagliato dalle Marche.

 

Un intervento sopra le righe che non è passato inosservato ed è diventato oggetto di una perplessa conversazione anche tra colleghi della giunta. Seduto al tavolo insieme ai convitati – tra gli altri, il direttore degli Ospedali riuniti di Torrette Michele Caporossi, la responsabile del Centro regionale trapianti Francesca De Pace e la direttrice del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale, Giuseppina Siracusa – il titolare della delega ha spiegato l’incipit facendo sapere che, «negli Stati Uniti, è stata fatta una ricerca in cui è stato richiesto ad un campione significativo di persone come volessero i figli. Uno pensa: occhi azzurri, biondo, alto, bello. Invece le mamme hanno risposto che vogliono i figli con un altissimo grado di intelligenza». 


Qui il ragionamento ha iniziato ad inerpicarsi in sentieri ancora più impervi: «Il grado di intelligenza – afferma Saltamartini – dipende anche dal volume della testa e del cervello. In un convegno internazionale di 5-6 anni fa, l’idea che è stata palesata, era proprio questa: il volume del cranio dipende dall’organo genitale femminile da dove le persone escono». Ipse dixit. Ma l’intervento va ancora oltre. «Quindi si era detto: ci potrebbe essere in futuro anche un pazzo, un dittatore, un autocrate che, attraverso le macchine, possa creare il genere umano, magari con una testa più grande. Sarà pura fantascienza – osserva l’assessore –, ma lo voglio dire perché ne stanno succedendo di tutte (il Covid, la guerra), e queste proiezioni mi spaventano. Possiamo fare tante cose nelle condizioni che abbiamo oggi, senza spingerci oltre». Non è la prima volta che le esternazioni di Saltamartini generano punti interrogativi ai piani alti di Palazzo Raffaello.


L’ultimo precedente lo scorso aprile quando, commentando le scritte no vax che avevano imbrattato la sede regionale della Cgil, l’hub vaccinale al Paolinelli di Ancona ed il polo di Monte Dago della Politecnica delle Marche, aveva commentato: «La Corte suprema americana, di fronte a coloro che protestavano contro la guerra in Vietnam bruciando la bandiera, disse che è un atto che rientra nei principi di libertà di un Paese democratico. Non credo che la scritta no vax possa toccare più di tanto la sensibilità delle persone: pur essendo una condotta vietata, dobbiamo valutare che rientra nel pensiero di milioni di italiani che non hanno ritenuto di vaccinarsi». Parole che, oltre a far andare su tutte le furie l’ex segretaria regionale Cgil Barbaresi, non avevano incontrato il favore di parecchi membri della maggioranza. E dire che l’intervento nella conferenza di ieri era partito più che bene, con Saltamartini che sottolineava come, «per i malati onco-ematologici che vedono fallire ogni tipo di terapia con protocolli di radio e chemio-terapia e che non trovano un familiare a loro compatibile, il trapianto di midollo osseo da registro diventi l’ultima speranza di salvezza». 


«Un grazie – aveva proseguito – va alle associazioni, che diffondono la cultura della solidarietà e ci rendono una regione virtuosa, e al personale sociosanitario che, tra mille difficoltà, rende un buon servizio universale e gratuito. Sottolineo il prezioso e disinteressato gesto di giovani come Patrik: un esempio che proporrò alla presidenza della Repubblica per un riconoscimento ufficiale». Poi, il fuori programma.

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