A14, mancata riduzione delle tariffe, procedimento dell'Antitrust contro Autostrade. La società: «Pedaggi ridotti»

Mercoledì 21 Luglio 2021
Un cantiere nel tratto marchigiano dell'A14

ANCONA - L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti di Autostrade per l'Italia S.p.A. (Aspi), concessionaria della gestione e della manutenzione di oltre 3.000 km di rete autostradale nel nostro Paese che riguarda anche l'A14 dove, nel tratto marchigiano, da tempo ci sono pesantissimi disagi. Aspi, dal canto suo, replica che la riduzione delle tariffe è già in atto dal 2020.

L'Agcm spiega che «il procedimento è stato aperto per inottemperanza alla diffida che imponeva alla società di cessare la pratica scorretta accertata nel mese di marzo 2021, atteso che Aspi non ha ridotto il costo del pedaggio e/o non ha adottato alcuna procedura per riconoscere agevolazioni tariffarie e rimborsi per le tratte autostradali in cui si verificano rilevanti criticità nella viabilità a causa di lavori straordinari per la messa in sicurezza delle infrastrutture che risentono di gravi carenze nella gestione e nella manutenzione».

Al termine dell'istruttoria, l'Autorità ricorda che aveva «sanzionato la concessionaria con il massimo edittale, pari a 5 milioni di euro, per la mancata riduzione del pedaggio sulle autostrade A/16 Napoli/Canosa, A/14 Bologna/Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano, in violazione degli articoli 20, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo». «In queste tratte si erano registrate importanti riduzioni delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni della velocità massima consentita, con conseguente notevole disagio non solo per i consumatori ma anche per gli autotrasportatori, in termini di code, rallentamenti e significativo aumento dei tempi di percorrenza» aggiunge l' Antitrust.

Autostrade per l'Italia, «d'intesa con il MIMS e nell'ambito della più ampia gestione della concessione, ha attivato già dal 2020 riduzioni o azzeramenti del pedaggio a favore dell'utenza nelle tratte oggetto di sensibili disagi a causa di lavori di manutenzione, per un totale di 77 milioni di euro di minori ricavi nel periodo 2020-21». Lo comunica la società spiegando come «in tali tratte rientrano, peraltro, proprio quelle segnalate a suo tempo dall' Antitrust (dove erano presenti riduzioni di carreggiata, poi risolte, imposte dall'Autorità giudiziaria), il cui procedimento riguarda eventi non attuali, ma avvenuti tra dicembre 2019 e gennaio 2020».

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